Erasmus: va in onda lo spettacolo dei media

Post serio sull’erasmus: spero sia il primo e l’ultimo.

Sorvolo sul fatto di cronaca nera (spetta agli inquirenti stabilire colpevoli e moventi) per allargare brevemente il discorso alla percezione che i non-erasmus continuano ad avere degli erasmus.

Non vorrei attribuire ai mass media sentimenti diffusi tra la popolazione ‘normale’ – la gggente -, mi auguro che prendano con le pinze tutto quello che leggono sui giornali e guardano in tv.

Mi sono, fortunatamente, persa sia Vespa che Mentana ma purtroppo la rete conserva pezzi di giornalismo esemplare (vi rispiarmio, per pietà, i link; ma dal Corriere in giù non si salva nessuno).

La popolazione tutta ignora (o fa finta di ignorare) che alcol, fumo e sesso facciano parte della vita dei cosidetti ‘giovani’, categoria piuttosto espansa che comprende esseri umani di età compresa tra i 14 e i 40 anni (anno più, anno meno) – ahimè per i 40 -. Mi permetto di considerare gli erasmus esseri umani a tutti gli effetti e non creature mitologiche a metà tra i baccanti e gli svitati di Arancia meccanica.

E’ fisiologico, culturale, ‘normale’ andare a una festa, bere due bicchieri di vino, fumare un paio di sigarette in allegra compagnia il fine settimana?
Per i giovani sì.
E’ altrettanto fisiologico, culturale, ‘normale’ che una minoranza esageri con alcol, fumo e sesso?
Per alcuni giovani sì. E finchè non danneggiano terzi sono solo affari loro.
E’ meno normale, ma succede, che ci siano giovani delinquenti che commettono crimini. Per ragioni puramente statistiche.

Che poi ci sia grossa crisi dei valori, scarso rispetto per il prossimo, tendenza a generalizzare è vero. Ma la responsabilità del mondo adulto che si scandalizza, facendo finta di non vedere 364 giorni all’anno e indignandosi il trecentosessantacinquesimo?

Di chi sono figli questi giovani? Dei sessantottini? Dei protagonisti degli anni di piombo? Dei giornalisti? O sono figli di nessuno, come sempre capita nei momenti difficili.

Fermo restando che la responsabilità delle azioni è sempre individuale, genitori, professori e media che cosa trasmettono: liberté, egalité e fraternité?

Io non credo.