‘Ed ero contentissimo’ dice Tiziano Ferro. Ma perchè?

Diciamo subito che, pur non essendo il mio cantante preferito, non ho niente contro Tiziano Ferro. Solo che una volta si scrivevano canzoni con una parvenza – minima – di significato.
Aggiungiamo pure che canticchio volentieri le sue canzoni ma questa Ed ero contentissimo‘ ha un testo che definire paranormale è riduttivo (sul sito ufficiale c’è anche la versione in spagnolo, che è in-comprensibile almeno quanto quella italiana):

Ora che sarai un po’ sola
Tra il lavoro e le lenzuola
Presto dimmi tu come farai ?
Ora che tutto va a caso
Ora non sono più un peso
Dimmi quali scuse inventerai ?

Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po’ di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora


Qualche cosa ti consola
Con gli amici il tempo vola
Ma qualcosa che non torna c’ è
C’ è che ho freddo e non mi copro
C’ è che tanto prima o dopo
Convincendoti ci crederai

Ci crederai che fa più caldo
Da quando non mi hai ormai più accanto
E forse è meglio
perché sorridi un po’ di po’ di più
un po’ di più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Ancora

E il mio ricordo ti verrà a trovare quando starai troppo male
Quando invece starai bene resterò a guardare
Perché ciò che ho sempre chiesto al cielo
È che questa vita ti donasse gioia e amore vero
E in fondo

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora

Ed ero contentissimo ma non te l’ ho mai detto
E dentro urlavo
Dio ancora
Ancora
Ancora

Cosa vuol dire esattamente questa frase: ‘solo una candela era bellissima e il ricordo del ricordo che ci suggeriva che comunque tardi o prima ti dirò che ero contentissimo ma non te l’ho mai detto che chiedevo Dio ancora’?
E che cos’è questo fantomatico ricordo elevato al quadrato? Non mi stupisce che l’argomento principale delle canzoni di Tiziano sia la triste conclusione di una storia d’amore: sospetto che nasconda una vocazione per la vita monastica mai seguita (altrimenti perchè dovrebbe ‘chiedere Dio’ con tanta insistenza?).

Interrogativi destinati a rimanere senza risposta.
Chissà se Tiziano sarebbe altrettanto contento assumendo un paroliere per scrivere i testi delle canzoni…