Oggi segnalo su segnalazione (potrei dire che è una segnalazione al quadrato) il sito della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (per gli amici ‘NABA’).

Bella l’idea di usare tanti colori (peraltro senza creare fastidiosi effetti psichedelici) e di mettere in evidenza tutti i progetti in home page. Dopo un attimo di smarrimento iniziale ci si muove agevolmente fra le varie sezioni.

Ed hanno anche un bel bar che, manco a dirlo, si chiama NABAR: per tutti gli artisti/studenti e curiosi colti da improvvisa fame nel campus dell’accademia.

++ NABA ++

naba nuova accademia di belle arti

Se vi capita di passare da Cava de’ Tirreni (in questi giorni  o fino al 14 febbraio), non perdete la mostra su Giorgio de Chirico, La suggestione del classico.

Il sito dedicato alla mostra è un fulgido esempio di invisibile uso di wordpress per progetti che poco hanno a che vedere con i blog.

Unica pecca è l’uso di flash – in una specie di post-it lampeggiante in home page – assolutamente privo di logica e di nessuna utilità.

Ma nessuno è perfetto.
Buona visita.

++ Giorgio de Chirico. La suggestione del classico ++

mostra de chirico cava

Se vi trovate a Torino in notturna vi capiterà di andare ai Murazzi. In questo periodo, alzando un po’  la testa vi imbatterete in Doppio passaggio, opera di Joseph Kosuth che fa parte dell’iniziativa Luci d’artista.

Dando le spalle alla Chiesa della Gran Madre potete leggere il dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan, tratto da Le città invisibili di Calvino.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.

– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra – risponde Marco – ma dalla linea dell’arco che esse formano.

Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.

Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.

Calvino mi perseguita. O, meglio, io non smetto di inseguirlo. Questa frase era parte importante della mia tesi di laurea. E un paio di anni fa l’ho ritrovata a Madrid, insieme a molte altre e ai disegni di Pedro Cano che accompagnavano l’edizione spagnola di Las ciudades invisibles.

Sarà mica un segno?

torino_calvino_murazzi

Andrea Pazienza faceva dire ai suoi personaggi una ventina d’anni fa:

– C’è qui un portavoce di quel gruppo di INDIANI, pare abbia delle lagnanze da fare… si chiama SANTI NUMI

– Lagnanze?! Santi Numii?!

– Ascoltami, SANTI NUMI, la città di Philadelphia vi fornisce di vitto e alloggio e questo, credetemi, è già tanto. Ci sono studenti BIANCHI che non hanno di queste fortune… e poi, è solo una questione di termini, lessicale direi… voi mi dite di un processo di emarginazione in atto nei vostri confronti da parte della popolazione. Ma io credo voi travisiate ciò che è un normale, iniziale spaesamento con le connesse inevitabili piccole difficoltà ad ambientarvi… e ancora… che i prezzi qui in città sono paurosamente alti… BEH, cari, cari ragazzi, siete qui per studiare, no? Quindi dateci dentro! Vitto e alloggio li avete, ai divertimenti penserete una volta finita la scuola… a divertirsi c’è sempre tempo, prima il piac… prima il dovere e poi, nel caso, il piacere… etc… del resto, la parola d’ordine oggi è: SACRIFICI!… Tutti si fanno i sacrifici… ah! Il Paese attraversa una brutta crisi e bla BLA bla bla bla BLA BLA bla bla bla bla bla bla bla…

andrea pazienza santi numi

Il Vittoriano è sicuramente uno dei monumenti romani che mi piacciono di meno. Troppo bianco, troppo finto greco: sembra una di quelle case americane con le colonne doriche, finte pure quelle.

Ma visto di lato, rosa per il tramonto, tra due tronchi e un lampione è quasi bello, col cavaliere solitario, il tricolore  e le vittorie alate sotto la gru.

Roma, il Vittoriano
Roma, il Vittoriano

Andrea Pazienza, detto Paz, è una delle migliori ‘matite’ italiche e non solo.

Sono in mostra a Roma, alla galleria A.A.M. (Architettura Arte Moderna) i Disegni e opere dell’inizio, 1973-1977. La sede della galleria è in via Dei Banchi Vecchi, 61, una traversa di corso Vittorio Emanuele praticamente a due passi da Castel Sant’Angelo.

Se siete poco pratici di Roma, come me, scendete alla metro Barberini, vi fate un pezzo di via del Corso, arrivate all’altare della Patria già in debito d’ossigeno, prendete via del Plebiscito, proseguite per corso Vittorio Emauele per arrivare in crisi respiratoria grave sotto la galleria alle 20 in punto, quando in teoria chiude.

Un omino benevolo ha avuto pietà della mezz’ora a piedi sotto il sole cocente e sopra l’asfalto altrettanto cocente dell’Urbe e ci ha fatto entrare lo stesso. Comunque se arrivate a Termini e prendete il 19 (o qualsiasi bus vada al Vaticano) salverete polmoni e magliette.

Di Andrea ci sono un bel po’ di disegni su carta milimmetrata, un paio di tavole, una decina di pagine di un fumetto e molte belle cose pubblicate da lui e su di lui.

++ Andrea Pazienza, vent’anni dopo. Tutti i giorni, ore 16/20, ingresso gratuito ++
++ A.A.M. ++

andrea pazienza paz