Come uscire dalla crisi, economica e morale, in cui versa la nostra amata (!) penisola? La domanda non è così filosofica come sembra.

Che si può fare, a parte lamentarsi che il petrolio è alle stelle, non esistono più le mezze stagioni e la classe politica è anziana e corrotta?

Le soluzioni sono 2:

  1. andare all’estero e tornare solo per far scorta di mozzarelle;
  2. bypassare le doglianze pubbliche e private e fare qualcosa, una qualsiasi cosa, piccola, media, grande ma che abbia un respiro un po’ più ampio del nostro: partecipazione, come diceva Gaber.

Sicchè se siete giovani, armati di belle speranze e spirito d’iniziativa e avete 5 minuti di tempo libero a settimana – calcetto, piscina, inglese, parenti e fidanzati permettendo – potete raggiungerci qui: europeme.ning.com

Ning è un social network, uno spazio virtuale dedicato agli argomenti più diversi. Noi useremo la community di Ning per decidere i contenuti di EuropeME, portale dedicato all’eurogeneration, a chi sta facendo l’Erasmus, a chi vive all’estero, viaggia, studia, lavora…

Riusciremo con internet
, usata seguendo i principi del web 2.0 (trasparenza, interattività, partecipazione, accesso libero, relazioni sociali…) e l’Erasmus a salvare il mondo?
Magari no, però almeno ci avremmo provato.

In alcuni casi la nuda cronaca è più efficace di arzigogolate argomentazioni.

Lunedì 23 giugno 2008, partenza dalla stazione di Milano centrale alle ore 10 in perfetto orario. Sosta a Bologna con qualche minuto di ritardo, a Firenze con 20 minuti di ritardo e a Roma con un altro po’ di ritardo e problemi di aria condizionata. L’ultima fermata è Napoli centrale, l’arrivo è previsto alle 16 e 09.

Ma alle 16 il treno, numero 9433 AV – che sta per Alta Velocità, almeno nelle intenzioni – si ferma a un passo da Cassino, su un ponte in piena campagna. Nessuna comunicazione dal capotreno. Dopo ordinate lamentele ci avvisano che alle 17 arriverà un treno a sostituire il 9433, che si deve essere rotto. In molte carrozze salta definitivamente l’aria condizionata.

Arrivano alla spicciolata una camionetta della polizia che si ferma sul ciglio della strada limitandosi ad armeggiare coi telefonini. Il capotreno chiede se c’è un medico sul treno. L’ambulanza viene chiamata in (colpevole?) ritardo: in 3 si sentono male e vengono trasportati in ospedale.

Passa un ora. Arrivano delle bottigliette d’acqua (poche), la tv e i vigili del fuoco. L’altro treno? No, non arriva. Lamentele non più ordinate, c’è molto caldo, molti anziani e un bel po’ di bambini. Alle 19 arriva il nuovo treno più una quantità industriale e ormai inutile di bottigliette d’acqua. Si arriva alle 21 alla stazione di Napoli, tutte le coincidenze saltate e, francamente, non mi ricordo più se Trenitalia, Ferrovie dello Stato o come si chiama adesso, si sia scusata per l’ormai ordinario ritardo.

Prossima volta a piedi o in aereo. Grazie.

Avevamo parlato qualche tempo fa di Arrivano i guru, la maratona estiva dedicata al mondo del design.
Per chi avesse bruciato (in tutti i sensi) la tappa di Bari e dovesse trovare le piscine cittadine strapiene, questi i prossimi appuntamenti:

  • Roma 27 giugno con Marianna Santoni
  • Bologna 28 giugno con Claudio Marconato
  • Catania 5 luglio con Davide Vasta
  • Torino 12 luglio con Tiziano Fruet
  • Udine 26 luglio con Tiziano Fruet

++ Arrivano i guru ++

Avevamo già segnalato Grafici al bivio di Davide Vasta in qualche post precedente. Davide ha fatto del passaggio da Freehand a Illustrator una missione. Non è che tutti possono abolire l’Ici.

Sicchè, se a maggio avete perso il seminario on line che ho seguito insieme a un altro centinaio di atei da evangelizzare, potete approfittare della video-presentazione su youtube e del sito dedicato al libro.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lZJc7WUKnBg&e]

++ Grafici al bivio di Davide Vasta ++

Post di servizio. Da oggi tutte le notizie sull’Erasmus troveranno spazio su EuropeME, nuovo progetto sull’integrazione europea sostenuto da PlanetErasmus. Il portale è in fase di costruzione.

Breve descrizione di EuropeME: una squadra di inviati in giro per l’Europa avrà il compito di investigare direttamente sul campo e raccogliere informazioni nelle diverse città ed università europee. I dati raccolti saranno divisi in 5 sezioni:

  • Erasmus in Campus: la vita universitaria descritta in tutte le fasi, dalla preparazione nella propria università all’arrivo e ambientazione nell’università ospite, dalla scelta dei corsi ai rapporti con colleghi e professori, all’apprendimento linguistico e al rientro nei paesi d’origine con la convalida degli esami sostenuti all’estero;
  • Erasmus Forever: l’esperienza individuale degli Erasmus raccontata attraverso motivazioni, aspettative, problemi di adattamento iniziali e depressioni post-Erasmus finali, giudizi e consigli;
  • Erasmus Life: la condivisione del quotidiano, la nascita di comunità, stili di vita e abitudini diverse ma compatibili, momenti positivi e negativi dell’esperienza condivisa;
  • Erasmus Country: grado di conoscenza e integrazione nel paese ospite, mobilità in Europa durante l’Erasmus e dopo, chi torna temporaneamente all’estero e chi vi si stabilisce in via definitiva;
  • Erasmus Info: informazioni ufficiali sull’Erasmus, materiali prodotti dall’UE e dalle università, inchieste e documentari pubblicati dai media locali.

++ EuropeME Made in Erasmus ++

europeme made in erasmus

Cafebabel, rivista europea internettiana, si è rifatta il trucco: è on line da una settimana con una nuova veste grafica, maggiore partecipazione degli utenti,  tag, blog e web 2.0 come se piovesse.

A sinistra gli articoli e i dossier scritti dalla redazione e a destra i commenti e gli interventi degli utenti. Bei colori, layout ordinato e funzionale.
Segnalo lo speciale sull’Eurogenerazione (meglio conosciuta come Eurogeneration) e l’intervista a Craig  David.

Buona visione e buona lettura multilingue.

++ Cafebabel ++

cafebabel

Leggo su Cosmopolis un interessante intervento sul progetto Erasmus: “Il programma Erasmus: significati e sviluppi” di Luca Raffini e Luca Alteri.

Se andate di fretta saltate il paragrafo iniziale e andate direttamente alla sezione “L’Erasmus in Italia”, dove gli autori analizzano i flussi degli studenti in partenza e in arrivo dai paesi europei più grandi arrivando alla conclusione (prevedibile?) di un’Europa a due velocità: paesi centrali nella geografia dei flussi Erasmus (Francia, Germania e Spagna) e paesi periferici (Inghilterra e Italia).

In particolare l’Italia è il paese che ha il più forte squilibrio nell’invio e ricezione di studenti Erasmus e la nazione che perde rapidamente prestigio e “appeal” nei confronti dei giovani studenti europei. Il problema non è solo turistico, come sostengono – preoccupati – gli autori, ma antropologico: può l’Italia, storicamente in prima linea con Francia e Germania per la costruzione dell’UE, farsi superare dalla Spagna andando ad affiancare gli inglesi, i più euroscettici del vecchio continente?

Direi che è il caso di preoccuparsi. Facendo della facile ironia, ma veramente facile, oserei dire: rialzati università! Prima che sia troppo tardi.

++ Il programma Erasmus: significati e sviluppi su Cosmopolis ++

C’è un alone mistico che circonda il progetto Erasmus, almeno quando ne parlano gli studenti. A sentir loro l’Erasmus andrebbe esteso all’umanità intera per i benefici che è in grado di apportare a qualsiasi essere umano.

Mi giunge segnalazione da ierasmus.com che non è proprio così, almeno per gli studiosi. Lo sostiene più precisamente Magali Ballatore, nella sua tesi di dottorato in sociologia L’esperienza della mobilità degli studenti Erasmus: le diseguaglianze di un programma di scambio (in francese L’expérience de mobilité des étudiants Erasmus : les usages inégalitaires d’un programme d’échange).

Analizzando studenti, tutor e personale amministrativo degli uffici Erasmus delle università di Torino, Bristol e Provenza la ricercatrice collega l’esperienza (minoritaria: partecipa al programma l’1% della popolazione studentesca) con la situazione sociale e culturale di partenza degli studenti e, più in generale, con i flussi migratori europei, concludendo che la riuscita (o il fallimento) degli scambi dipende in gran parte dalla volontà del singolo individuo, dal sistema culturale e familiare di appartenenza e dalle sue capacità di valorizzare l’esperienza di studio all’estero una volta conclusa.

Se vi piace leggere in francese, la tesi si può consultare per intero in pdf (son 400 pagine, con un ampio riassunto finale in italiano).

++ La notizia su ierasmus.com (in francese) ++
++ La tesi di dottorato su Erasmus (in francese, in un pdf da 2,68 MB) ++

Mi è arrivata segnalazione virtuale di un evento reale: Arrivano i guru, ovvero un tour in 8 città italiane che porterà a spasso per la penisola esperti di web, immagini digitali, design…

Se non vi bastano libri e corsi multimediali e preferite il caro vecchio contatto diretto alla virtualità del digitale questa è l’occasione che fa per voi.

L’evento, totalmente gratuito, si svolgerà di venerdì o sabato mattina a partire dal 14 giugno: intervengono 4 Adobe|Guru, Claudio Marconato, Marianna Santoni, Tiziano Fruet e Davide Vasta nelle città di Napoli, Bari, Roma, Catania, Torino e Udine, con la partecipazione speciale nelle tappe di Milano e Bologna di Mauro Boscarol.

Vi rimando al sito per maggiori informazioni.

++ Arrivano i guru ++

arrivano i guru

Oggi, 23 aprile 2008, è la giornata mondiale del libro. Sia Shakespeare che Cervantes morirono quest'(in)fausto giorno. Se siete a Madrid e comprate un libro vi regalano una rosa.

Siccome siamo in rete e ci risulta scomodo regalare rose ai lettori, celebriamo la ricorrenza intervistando Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?), pubblicato da Aliberti.

Cominciamo dalle curiosità personali: quando, come e dove ti sei imbattuto per la prima volta nel progetto Erasmus?
Nel 1998, a Nizza, dove studiavo. Ero al primo anno di università e ho incontrato dei ragazzi italiani che stavano vivendo questa esperienza. Lì è cambiata la mia vita. Personalmente non sono mai stato un Erasmus ufficiale, nel senso che non ho mai avuto una borsa di studio per andare all’estero, ma durante la ricerca tesi per la laurea a Genova ho potuto trascorrere 9 mesi a Southampton nel 2003 come visitor (Erasmus senza borsa). In ogni caso durante tutto il percorso di studi ho frequentato gli erasmus che venivano a Nizza o che son stati a Southampton, ecco perché penso di conoscerli un po’…

Come definiresti l’esperienza dell’Erasmus?
Incredibile, formativa, educativa. Spesso quando si parla di Erasmus si parla solo di feste e divertimenti: sbagliatissimo! Non dico che non ci siano, anzi! Ma l’Erasmus è favoloso perché permette di crescere: ci si ritrova lontani da casa senza amici, senza famiglia, senza sapere di chi ci si possa fidare, senza un passato! E poi lingua nuova, posti nuovi, culture diverse… si scoprono i valori della solidarietà, della comunione, dell’amicizia, dell’interculturalità. E’ per quello che la ritengo fondamentale per la crescita di un giovane, ma a chi non se la sentisse consiglio almeno di andare a studiare fuori sede.
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