Dato che in questi giorni si parla molto di calcio, approfitto di una segnalazione ‘di parte’ (chiaramente juventina) per parlare del sito della signora d’Italia: Juventus.com.

Il sito è molto molto sobrio, si vede che sono torinesi: bianco e nero e una spruzzata d’oro (una volta a Torino c’era la capitale del regno), notizie aggiornate in tempo reale, interviste ai calciatori, sponsorizzazioni benefiche e quant’altro (più tutte le cose destinate ai tifosi: area riservata, shopping…).

La parte che illustra la storia del club è realizzata in flash, non è troppo macchinosa e si integra perfettamente nella struttura del sito. Dimostrazione che un uso moderato di flash può essere gradevole e funzionale (sull’uso immoderato di flash, a meno che non generi capolavori grafici sbrilluccicosi, parleremo in separata sede).

Intanto buona visita.

++ juventus.com ++

juventus

Ho colpevolmente saltato l’amichevole di ieri sera tra la nazionale italiana e quella spagnola, finita 1 a 0 per noi, anzi no per loro.

A mio fratello che mi chiedeva per chi tifavo ho risposto con un improbabile: “tanto non vale, è un amichevole”.

In questi casi che si fa? Chi ha una patria ‘adottiva’ che preferisce per molti aspetti a quella d’origine (sarà la congiuntura economica o la monezza) da che parte sta? Il tifo rivela sentimenti d’appartenenza più o meno nobili.

Per fortuna a me piace il basket.

Ieri sera ho scoperto con grande piacere (ridendo molto) che non sono l’unica a non capire le canzoni di Tiziano Ferro.

E’ tornata la Gialappa’s, almeno il martedì
c’è qualcosa da vedere a parte i dibattiti politici: tra un po’ promettono un castello in Baviera a ogni pensionato e un erede della casa reale per ogni precario (già fatto?!?).

Per chi l’avesse perso per fortuna c’è youtube:

[youtube=http://youtube.com/watch?v=USX0FYbjlUE]

Sentivo di sfuggita al telegiornale qualche giorno fa che l’Italia ‘pallonara’ stava per spostarsi ad Alicante per giocare la partita del 26 marzo con la Spagna, sempre quella del pallone.

Sfortuna vuole che Alicante sia provvista di uno stadio di calcio piccoletto. Ha invece una bella Plaza de Toros, dove giocò perfino un certo signor Nadal, all’epoca tennista semi-sconosciuto anche in Spagna (era il 2004 o giù di lì), naturalmente senza tori nell’arena.

Sicchè si giocherà nello stadio Manuel Martínez Valero di Elche, che dista qualche chilometro da Alicante ed è famosa per avere uno dei più grandi e antichi palmeti del continente: il Palmeral, considerato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Che vinca il migliore, sperando che non piova: da quelle parti o c’è un sole cocente o il diluvio universale.

palmeral elche

Foto di poca-traca da flickr.com

Le pagine di accesso personali di google e microsoft hanno un loro fascino ‘funzionale’ ma una grafica vecchio stile. Perciò se siete ‘giovani’ o vi piace stare al passo coi tempi dovete impostare come pagina iniziale nel vostro browser netvibes.

Da qualche settimana è disponibile la nuova versione – Ginger – ancora più facile e divertente da personalizzare. Se avete ancora repubblica.it o google.it come pagina predefinita è ora di cambiare: netvibes vi mette a disposizione in un’unica schermata tutti i siti web preferiti, i blog che leggete più spesso, i motori di ricerca, promemoria delle cose da fare, immagini, video, social network, account mail, podcast… insomma grazie alla possibilità di aggiungere moduli e schede a piacimento sarà più facile e comodo andare a spasso per la rete.

Grafica molto bella e funzionale, icone ‘minimal’ e la possibilità di sbirciare fra le pagine di amici e perfetti sconosciuti ne fanno un tipico esempio di tecnologia a misura di persona (mica come il frigorifero che fa la spesa da solo quando si accorge che le provviste scarseggiano).

Ci vuole qualche minuto per registrarsi – gratuitamente – e personalizzare il proprio spazio o ‘creare il proprio universo’.
Buon divertimento.

++ netvibes ++

netvibes

Ingredienti per 6 persone:

  • 250 gr di cioccolato fondente, 250 gr di burro, 5 uova, 150 gr di zucchero, 100 gr di farina, 100 gr di mandorle, 1 bustina di vaniglina, sale

[Parentesi: contro la tristezza infinita che potrebbe invadere le vostre tavole presentando la classica colomba al termine del pranzo pasquale, approfittando dei lauti quantitativi di cioccolato fondente a disposizione e dell’antica arte del riciclaggio si consiglia la preparazione – e la degustazione – del mitico brownie americano].

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro (cioè mettete gli ingredienti in un pentolino dentro un altro pentolino pieno di acqua bollente) e lasciate intiepidire il composto dopo che si sarà completamente fuso.

In una ciotola sbattete le uova, lo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglina; quando vi siete annoiati aggiungete le mandorle tritate (non troppo tritate, anche a pezzettoni va bene, e vanno bene anche le nocciole o le noci se non vi piacciono le mandorle), il cioccolato e il burro – o il ‘cioccurro’ dato che ormai sono una cosa sola – e la farina. Girate un altro po’ e poi versate il tutto in una teglia imburrata (o foderata con la carta da forno, poi mi ringrazierete quando laverete la teglia…).

Infornate a 150° (il forno deve essere già caldo, accendetelo mentre state finendo di mescolare gli ingredienti) e fate cuocere per 20 minuti, 25 al massimo (dipende dall’anzianità del forno). Aspettate 5 minuti, sfornate, tagliate il brownie a quadrati (o a triangoli o a rombi ma è già più complicato) e mangiatelo – TUTTO – prima che si raffreddi.

Se non siete a dieta – ma anche se lo siete: tanto è Pasqua – accompagnate il brownie con una pallina di gelato (per me vaniglia e cioccolato: 2 palline, grazie) e un fiocco di panna montata. Se avete il cappello da chef dovete fare anche i ‘ghirigori’ sul piatto da portata con il cioccolato fuso, le scie con le scagliette di mandorle e i pistacchi e una scultura ottenuta lavorando del caramello fuso.

Buon appetito (e come direbbe Cetto La Qualunque: ntu*** alla colomba!).

brownie alle mandorle

Mentre girovagavo su internet cercando altro (ormai la serendipidità è la modalità principale di navigazione in rete) mi sono imbattuta in un’esauriente sintesi visiva dei processi e servizi legati al cosiddetto web 2.0: la mappa visiva è stata elaborata da internality.com ed è distribuita sotto creative commons (non poteva essere altrimenti: i diritti d’autore ‘deboli’ sono uno dei cardini del web 2.0).

Siccome su wikipedia c’è una mappa tristissima – per niente esaustiva – tradotta dall’inglese, ho celermente tradotto questa di internality dallo spagnolo all’italiano.
Appena avrò un po’ di tempo aggiungerò alcuni esempi di servizi web 2.0 (nella mappa iberica sono quasi tutti, giustamente, riferiti alla Spagna).

++ La mappa visiva del web 2.0 (in pdf, in italiano) ++
++ La mappa visiva del web 2.0 (in spagnolo, dal sito internality) ++

mappa web 2.0

Per la rubrica di grafica di questa settimana segnalo una risorsa utile per i web designer e per una volta, italiana: CssGlance. E’ un portale che raccoglie informazioni, guide, notizie e, soprattutto, esempi di siti fatti con i fogli di stile, i css appunto. E’ possibile segnalare il proprio sito che verrà inserito nella galleria.

Il sito è in gran parte in inglese ma c’è una sezione con le novità anche in italiano. Lo gestiscono -bene – due ragazzi torinesi: Roberto e Andrea. Molto bravi: applausi italici e internazionali.

++ CssGlance ++

cssglance

Sul numero di marzo di Studenti magazine, il mensile cartaceo di studenti.it, c’è un’inchiesta interessante: Eurogeneration. Tutte le strade portano in Italia? Parola agli studenti Erasmus nel nostro paese. Nel dossier si delinea un ritratto dell’Italia vista (male) dagli studenti Erasmus ospiti nel belpaese: carenze organizzative e strutturali delle università, giungla degli affitti, scarsa conoscenza dell’inglese…

Segue intervista al presidente di ESN Italia e un mio breve intervento contro gli stereotipi e le leggende metropolitane che circolano sul progetto Erasmus: il più amato dagli italiani (e non solo), come direbbe la pubblicità.

Buona lettura.

++ Studenti magazine (web) ++
++ L’inchiesta: l’Italia e gli Erasmus (pdf) ++

eurogeneration_erasmus

E’ on line da qualche giorno il sito di Roberto Saviano, con articoli e interventi dello scrittore su riviste, radio e quotidiani. Più ricca rassegna stampa internazionale e multimediale.

I curatori del sito gestiscono anche il myspace di Saviano.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

++ Roberto Saviano ++
++ Roberto Saviano myspace ++

roberto saviano