A parte le facili ironie si può partire dall’ultimo festival di San Remo per fare un paio di considerazioni sul presente, e sul futuro, della cara vecchia tv generalista. Sopravvissuta (quasi) indenne all’attacco di radio e cinema, la televisione sembra soffrire la concorrenza di internet molto più degli altri mezzi di comunicazione di massa.

Se Spike Lee invita i registi a girare film destinati esclusivamente alla rete e la radio approfitta delle nuove tecnologie per rafforzare il suo rapporto con il pubblico, l’apparecchio televisivo non fa che lamentarsi del calo di ascolti. Andrà sempre peggio: la tv prevede un fruitore passivo che non decide cosa vedere, come e quando. La rete permette invece la massima autonomia dell’utente nella scelta e nella fruizione dei contenuti. Di più: può partecipare attivamente alla creazione dei video.

Bisogna solo aspettare che aumenti un po’ la diffusione e l’utilizzo di internet e pc, poi per la casalinga di Voghera saranno tempi duri. Ma non è il caso di deprimersi: la rete si sta sostituendo alla tv anche come memoria storica.

L’iniziativa ‘Il mio paese 2.0‘ prosegue idealmente il filone dei documentari e delle inchieste ormai abbandonate dalla televisione.

++ Babelgum (global internet television network) ++
++ Il mio paese 2.0 ++

Uno dei pochi meriti (se non l’unico) dell’ultimo festival di San Remo, fortunatamente conclusosi sabato: aver fatto conoscere Ben Harper a Pippo Baudo.

Stupore: Ben Harper fa musica da ere geologiche (sarà al decimo album o giù di lì), è uno dei migliori chitarristi esistenti e si è pure esibito al Festivalbar qualche annetto fa. Si vede che Pippo si è distratto, comincia ad avere un’età.

Purtroppo Jovanotti interviene con coretti piuttosto fastidiosi, comunque l’esecuzione merita l’ascolto.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=eYgK_Xc8oPI]

++ L’esibizione di Ben Harper a San Remo (dal sito ufficiale di Harper) ++

Da oggi (29 febbraio) fino al 3 marzo si tiene a Roma, nel nuovo polo fieristico, Parklife 2008. Appuntamento annuale dedicato alle esperienze di tutela della biodiversità, di gestione del territorio e turismo sostenibile.

Se siete a Roma, amate la natura e vi avanzano 9 euro fateci un salto. Si parla di parchi naturali, turismo verde, trekking, arrampicata sportiva, sci, tradizioni locali e cultura enogastronomica. Il tutto con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, WWF e Legambiente.Il sito della manifestazione è ricco di informazioni, ben organizzato e con una grafica molto ‘pulita’: il verde fa ecologico, ça va sans dire. Molto originale l’idea dell’omino ‘foderato’ di prati verdi e acque cristalline che campeggia (si sprecano le battute, oggi) in home page.

Buona visita.

++ Parklife 2008 ++

parklife 2008 ambiente

Tra le tante diavolerie web 2.0, social network e modernità varie spicca il servizio offerto da Last.fm. Basta digitare il nome dell’artista preferito per ascoltarlo on line e gratuitamente (è più veloce di torrent e e-mule).Registrandosi al sito è possibile creare canali musicali personalizzati, condivederli con altri utenti, caricare la musica dal proprio pc, etc… Scaricando il lettore si possono gestire tutte le operazioni con il software di Last.fm, che si presume intelligente: basandosi su quello che ascoltate di solito vi suggerisce musica ‘compatibile’.

Detta così sembra complicato, in pratica fate così per provare: digitate sulla home ‘Jovanotti’, il player vi suonerà una canzone di Lorenzo, poi passerrà automaticamente a una di Ligabue, poi Rino Gaetano, poi Gaber, De Gregori, Britti, Battiato e via dicendo. A un certo punto impazzirà e metterà su Max Pezzali e Marco Masini (e qui basta premere sul bottone ‘avanti’ per evitarli) per finire con Leone Di Lernia (sob): a questo punto ho cambiato artista, lo confesso.

Il software ‘semplicemente’ registra quello che ascoltano gli altri utenti e propone artisti che presume simili, ma essendo stupido come tutti i software può solo supporre che Battiato sia simile a Leone Di Lernia; nella sua ‘stupidità’, però, fa opera giusta e meritevole: suggerisce gruppi e musicisti improbabili che arricchiscono gusti musicali più o meno alti e variegati.

Ah, mi scordavo che è una rubrica di design: la grafica è molto minimal e sito e software sono semplici da usare anche se siete poco avvezzi ai social network. Provare per credere.

Buon ascolto.

++ Last.fm ++

last.fm social music

E’ in edicola, anzi no in libreria, nemmeno, è in rete (ora sì che ci siamo) il nuovo libro di Davide Vasta: Grafici al bivio edito da lulu.com che è una specie di biblioteca virtuale dove ognuno è libero di pubblicare i suoi scritti, in formato libro (che costa un po’ di più) e, volendo, in formato pdf (di solito è più economico).

Se non sopportate più i dileggi dei colleghi che vi prendono in giro perchè continuate ad usare quel dinosauro di Freehand per fare i vostri disegnucci in vettoriale, questa è l’occasione giusta per passare a Illustrator (con grande gioia di mamma Adobe).

Di Davide ho qualche utile manualetto di web design sugli scaffali, questa volta posso garantire sull’affidabilità di opera e autore.
Che rimanga fra noi: sul portatile continuo ad avere quel nonnetto di Freehand che convive felicemente col giovincello della Creative Suite.

++ Grafici al bivio su lulu.com ++
++ Dadive Vasta ++
++ Illustrator in prova gratuita per 30 giorni ++

grafici al bivio

Se scrivere un libro non vi ha salvato dalla depressione post Erasmus (vedi articolo precedente) è proprio il caso di dire: ‘armatevi di curriculum e partite’.

Su Cafebabel ricco dossier per chi sogna di lavorare all’estero (ma anche per chi sogna di lavorare tout court, son tempi duri).
Magari il percorso da fare è un po’ più complicato di come viene descritto però lo spunto degli articoli è interessante.

Vivamente consigliato a ex Erasmus
(depressi e non), esuli, apolidi e squinternati vari.

++ AAA Lavoro all’estero cercasi (in italiano, inglese, francese, etc…) ++

lavorare estero

Girovagando su internet mentre facevo altro (come al solito) mi sono imbattuta in un libro – ma che dico ‘un’ libro: ben due libri – sull’Erasmus. Stupore? Ma anche no.
Pubblicati da case editrici minori – e quindi destinati alle cantine delle librerie più che agli scaffali delle stesse – sono un tentativo (valido?) di esorcizzare la tragica depressione post Erasmus che colpisce i giovani studenti al rientro nelle amate/odiate patrie.

L’occhio dell’Erasmus di Walter Melillo,
dato alle stampe nel lontano 2006 da Editing Edizioni (!) di Treviso e Back for good di Viviana Segantin, uscito da poco per Panda Edizioni (!).
Il primo è ambientato in Spagna e il secondo in Inghilterra; io non li ho letti e quindi non li posso consigliare (ma nemmeno sconsigliare…), però un bel link non si nega a nessuno.

Ps: perchè l’Italia ha tutte ‘ste case editrici e un numero di lettori scarsissimo? La spazzatura non è l’unica anomalia italica.

“E le nuvole rapirono il sole e inviarono il freddo a chiedere il riscatto”.
Il tragico evento è accaduto qualche giorno fa in una ridente cittadina della provincia di Salerno: Cava de’ Tirreni.

Ancora ignoti i moventi all’origine dell’insano gesto. Gli inquirenti non scartano nessuna ipotesi. Increduli i vicini: il cielo non aveva fatto trapelare nessun presagio funesto. Si attendono ulteriori sviluppi.

nuvole sole


(ps: ma perchè i giornalisti scrivono per frasi fatte?)

Rimaniamo a Bilbao e alla ‘lattina accortocciata’. Oltre a fornire sul sito ufficiale tutte le informazioni ‘classiche’ sul museo, il Gugghenheim di Bilbao dà la possibilità a tutti i visitatori ‘virtuali’ di fare un giro attraverso i suoi spazi e le sue opere.

Il personale del museo – dal direttore in giù – si trasforma in ‘video-guida’
mentre sullo schermo scorrono dati e animazioni sugli autori e le opere esposte.

Tutto in flash, sembra facile facile ma la realizzazione dev’essere stata tutt’altro che semplice. Questo l’utente finale non lo sa perchè la navigazione nel sito è fluida e intuitiva.
Tutto molto ben fatto, come al solito: applausi virtuali e non.

++ Visita virtuale al Museo Guggenheim di Bilbao (in spagnolo, inglese, francese, euskara) ++

museo guggenheim bilbao

Bilbao (o Bilbo come dicono in euskara) è una splendida città post industriale che ha saputo costruire, attorno al famoso museo Guggenheim (quello che sembra una lattina schiacciata, per intenderci) una nuova identità.

Meta turistica, centro culturale tra i più attivi di tutta la Spagna, rete modernissima di tram e metro, migliaia di biciclette, cucina tipica generosa, vita notturna animata, persone ospitali e amabilissime, città universitaria: ci metterete 3 giorni – permanenza minima consigliata – per darmi ragione su tutti i fronti.

Un giorno intero lo passerete dentro la ‘lattina’ e nei suoi immediati dintorni: il Guggenheim di Frank O. Gehry con le sue installazioni permanenti (il ragno Mamà di Louis Burgeois, i Tulipani coloratissimi di Jeff Koons e il suo Puppy – l’orsetto fiorito-, la Nebbia di Fujiko Nakaya…) l’architettura degli interni e le esposizioni temporanee valgono da sole il viaggio.

Però c’è la vecchia Bilbao, con le sue 5 stradine strette strette, le belle piazze, il mercato, il comune e la Ria – il fiume – che meritano un’approfondita visita. Per non parlare dei ponti e della loro luce magica in notturna. Poi fermatevi spesso per assaggiare i famosi ‘pintxos’, il baccalà e altre pietanze che potranno sembrare misteriose ma sono quasi sempre buonissime.

Se andate all’ufficio di informazioni turistiche di Arriaga – quello che sta proprio all’inizio della città vecchia, alle spalle del teatro Arriaga, a due passi dal fiume – potete approfittare delle biciclette che fittano ai turisti.
E’ proprio il caso di dire: ‘Gora Bilbo!’ (Viva Bilbao!) lo scrivono anche sulle finestre dei bar.

Come arrivare ……………………………………………………………….
Dipende da dove si parte. C’è un areoporto servito da molti voli low cost. Se siete già a Madrid la soluzione migliore è affittare una macchina: sono quasi 400 chilometri, in 4 ore siete a destinazione, le autostrade spagnole sono perennemente deserte.
Dove dormire ………………………………………………………………..
Le sistemazioni nella zona centrale della città sono le più convenienti: Bilbao si può vedere tutta a piedi, al limite in bicicletta. Tra la stazione e il teatro Arriaga – a due passi dall’ufficio turistico – c’è la Pensiòn Bilbao (25 € a persona in doppia, con bagno in camera), ma tutto il centro è pieno di alberghi e pensioni.
Dove mangiare ………………………………………………………………
Sarebbe più corretto dire ‘dove non mangiare’. Bar e locali vi ispireranno a partire dalla mattina, con la classica colazione dolce e con quella salata (ideale per uno spuntino alle 11) e durante tutta la giornata qualche passante alle prese con i ‘pinxtos’ vi farà venire il desiderio di assaggiare tutto l’assaggiabile.

museo guggenheim bilbao

++ Sito ufficiale di Bilbao (in spagnolo e inglese, oltre che in euskera) ++
++ Portale dei Paesi Baschi (spagnolo, inglese, tedesco, francese e euskera) ++
++ Museo Guggenheim Bilbao (inglese, francese, spagnolo e esuskera) ++
++ Bilbao su wikipedia (in spagnolo, la voce in italiano è un po’ misera) ++ Continue reading “Viaggi fuori dai paraggi -> Bilbao (Paesi Baschi, Spagna)”