Tra me e Trenitalia (o Ferrovie dello stato o come diavolo si chiama adesso) c’è una bella antipatia, un disamore – corrisposto – di vecchia data: io ne parlo male tutte le volte che posso e lei mi lascia a piedi tutte le volte che può.

Sulla tratta Milano Salerno, almeno quando la faccio io, deve esserci la nuvoletta di Fantozzi, a prescindere dalla stagione.
A giugno il meraviglioso Eurostar 9433 mi aveva mollato in piena campagna laziale, locomotore e aria condizionata in tilt, 3 passeggeri ricoverati in ospedale, turisti stranieri allibiti, ritardo stratosferico.

Decido di convertirmi definitivamente all’aereo. Evito, per scaramanzia, l’Alitalia (non sia mai che mi lasciano a terra durante le vacanze di Natale) e punto sul nuovo aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi, aperto a giugno 2008 e gestito dalla fantomatica GAN. Biglietto del 22 dicembre prenotato con largo anticipo per soli 102 euro. Il 18 dicembre la GAN decide di sospendere i voli, per motivi a me sconosciuti. Nemmeno una telefonata di scuse ai passeggeri ma ben due comunicati stampa sul sito della compagnia contro le magnifiche sorti e progressive. Si sono improvvisamente accorti di essere in Italia: beati loro che pensavano fossimo in Europa da un bel po’.

Costretta dalla necessità – c’è il cenone della vigilia che mi aspetta – mi imbarco sul già mitico Freccia rossa: fulgido esempio di tecnologia all’avanguardia e creatività ‘made in Italy’.
Il genio italico si è così applicato alle patrie rotaie, rivoluzionando il sistema dei trasporti in 3 semplici mosse:

  1. prendete i vecchi e sgangherati Eurostar che somigliano sempre più a un Intercity e riverniciateli con un po’ di rosso: fa tanto ‘è Natale siamo tutti più buoni’;
  2. metteteci su una ‘A’ e una ‘V’ scarabocchiata da uno che ha l’Alzheimer – ormai va di moda: più importante è il marchio e più brutto deve essere il logo -;
  3. aumentate a dismisura i prezzi dei biglietti.

Ecco fatto: la famosa metropolitana d’Italia.

Senonchè la ‘metropolitana’ (il solito treno 9443) è partita alle 15.30 da Milano, in un’ora si è fermata 3 volte, a Piacenza ha abbandonato l’alta velocità in evidente affanno e a Bologna si è definitivamente fermata. Un altro Freccia rossa – vecchio treno, nuova veste – ci ha portato a destinazione: arrivo a Salerno alle 23.45, contro le 21.53 previste.
Conclusione amara e niente affatto natalizia: la solita italietta.

Se vi trovate a Torino in notturna vi capiterà di andare ai Murazzi. In questo periodo, alzando un po’  la testa vi imbatterete in Doppio passaggio, opera di Joseph Kosuth che fa parte dell’iniziativa Luci d’artista.

Dando le spalle alla Chiesa della Gran Madre potete leggere il dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan, tratto da Le città invisibili di Calvino.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.

– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.

– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra – risponde Marco – ma dalla linea dell’arco che esse formano.

Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.

Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.

Calvino mi perseguita. O, meglio, io non smetto di inseguirlo. Questa frase era parte importante della mia tesi di laurea. E un paio di anni fa l’ho ritrovata a Madrid, insieme a molte altre e ai disegni di Pedro Cano che accompagnavano l’edizione spagnola di Las ciudades invisibles.

Sarà mica un segno?

torino_calvino_murazzi

Vigevano è imperfetto indicativo di ‘vigere’, terza persona plurale. Oppure è una città del pavese, qualche chilometro a sud di Milano (wikipedia vi consiglierebbe di disambinguare).

Per chi non conosce la provincia lombarda è solo un verbo, piuttosto tetro, coniugato al passato.
E’ a un passo da Mortara (altro comune allegro) e  due da Abbiategrasso (ironico auspicio). Nome omen, dicevano i romani.

Il futuro, da queste parti, è lontano. Avvolto in uno strato spesso di nebbia e zanzare.
E sembra che non ce la faccia proprio a diventare presente.

vigevano_imperfetto

L’8 novembre alle 16 a Palazzo Cesaroni a Perugia si terrà una tavola rotonda sul tema: un libro per comunicare. L’evento è organizzato dall’Associazione Nazionale dei Tecnici Pubblicitari e fa parte della manifestazione Umbria Libri 2008. Accorete numerosi!

++ Per maggiori informazioni: tavola rotonda, un libro per comunicare.

Sembra che il giornalismo partecipativo (o citizen journalism: il giornalismo fatto dai cittadini) stia prendendo piede anche in Italia.

Su YouReporter.it chiunque – armato di cellulare, fotocamera o videocamera – può caricare filmati e foto per raccontare una notizia. Molte vengono poi riprese da tv e media tradizionali. Una bella iniziativa.

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A San Marco di Castellabate (Agropoli) la ‘storica’ spiaggia del Pozzillo ha la bandiera blu: ormai quasi tutte le spiagge campane più pulite e protette sono nel Cilento.

L’unica insenatura che conserva la bandierina blu del 2008 è Positano: la ‘divina’ costiera amalfitana soffre le orde di turisti della domenica (e non solo), la scarsa pulizia (monnezza e i soliti disservizi: qualche settimana fa si è rotto un depuratore) e prezzi folli.

Sicchè non fate come Cristo che si è fermato a Eboli ma spostatevi un po’ più a sud: pinne e maschera per godere dei fondali di San Marco (ci sono ancora i ricci) e fichi d’india quando uscite dall’acqua (più fichi ‘tradizionali’, se riuscite a trovarli).

san marco di castellabate
san marco di castellabate - il mare
san marco di castellabate
san marco di castellabate - panorama
san marco di castellabate
san marco di castellabate - il porto
san marco di castellabate
san marco di castellabate - spiaggia del pozzillo
san marco di castellabate
san marco di castellabate - chiesa