Da poco più di 24 ore potete trovare nelle migliori librerie (cioè quelle di casa vostra!) Goodbye mamma!, la bibbia per italiani entusiasti (o esausti) alla ricerca del paradiso perduto: un posto all’estero qualunque, basta che sia al di fuori dell’Italia.

Goodbye mamma! Perfetto per (ex) Erasmus, espatriati e aspiranti cervelli in fuga

Sono 10 i capitoli del libro, firmati da una miriade di autori e collaboratori sparsi non uniformemente per il globo terracqueo, animati dalle migliori intenzioni. L’eterogeneo gruppo ha raccolto esperienze e preziosi consigli utili a chi, già pronto con valigia di cartone e tablet di ultima generazione, non aspettava altro per salpare verso mete più o meno esotiche.

Venghino, signori, venghino!

Il primo capitolo è addirittura gratuito (in periodi di crisi ogni scusa è buona!) e si scarica da qui: http://www.goodbyemamma.com/libro/.

Gli altri costano quanto un caffè servito in un bar appena appena pretenzioso: 1,99 euro. Il libro intero costa quanto una pizza e una birra: 9,99 euro (i napoletani si astengano da qualsiasi commento!). E il terzo capitolo “Noi e loro. Identità culturali a confronto“, purtroppo per voi, l’ho scritto io, in collaborazione con Massimo Giovanardi.

Volevate il regalo perfetto per Natale? Eccovi serviti e mandatemi una cartolina dal nuovo mondo!

goodbyemamma_libro

Primi giorni di ottobre, viaggio in macchina con partenza all’alba da Cava de’ Tirreni, arrivo a Priverno di buon mattino e ritorno a casa costeggiando le spiagge di Terracina, Sperlonga e Gaeta con un bel sole primaverile.

Alle solite raffiche di vento che immancabilmente si abbattono sull’A1 all’altezza di Caserta si aggiunge la nebbia, che ci accompagna per tutto il tratto che attraversa l’agro pontino, ex palude bonificata negli anni 30 e, oggi, ultimo avamposto a nord dell’allevamento di bufale – con relativa produzione di mozzarella. Abbandoniamo l’autostrada del Sole, per fortuna con la relativa nebbia, raggiungendo Priverno col sole alto.

priverno latina fontana

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Il 24 gennaio si terrà a L’Aquila un corso su Photoshop CS4 con Marianna Santoni. I partecipanti possono donare 50 euro per finanziare il progetto Lo Spazio del Ricordo, un archivio fotografico per ricordare storia, cultura e architettura della città colpita dal terremoto. Il corso sarà completamente gratuito per gli abruzzesi dentro il cratere.

Potete trovare maggiori informazioni sul sito di Marianna Santoni e registrarvi direttamente da Logicamente.

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Segnalazione statunitense, ovvero ‘gli americani lo fanno meglio’. House MD è la serie televisiva che va per la maggiore, si dice perchè il protagonista è cattivo. Era ora di metter fine al buonismo tipico di certa televisione.

Scritta bene (zeppa di riferimenti alla filosofia e alla letteratura classica) e recitata ancor meglio (da segnalare che il Dottor House, il protagonista –  l’inglese Hugh Laurie – finge una zoppicatura  e un accento americano perfetti) ha un sito ufficiale bello. Ma proprio bello, soprattutto se confrontato con quello italiano (e sui siti Mediaset è molto meglio tacere).

Sicchè se masticate un po’ di inglese – o un po’ di pasticche, per stare in argomento – vale la pena farci un salto: grafica eccellente, ottimi contenuti, interattività, community e quant’altro.

++ House MD ++

house

Se vi capita di passare da Cava de’ Tirreni (in questi giorni  o fino al 14 febbraio), non perdete la mostra su Giorgio de Chirico, La suggestione del classico.

Il sito dedicato alla mostra è un fulgido esempio di invisibile uso di wordpress per progetti che poco hanno a che vedere con i blog.

Unica pecca è l’uso di flash – in una specie di post-it lampeggiante in home page – assolutamente privo di logica e di nessuna utilità.

Ma nessuno è perfetto.
Buona visita.

++ Giorgio de Chirico. La suggestione del classico ++

mostra de chirico cava

La collana Pillolibri (di cui avevamo parlato tempo fa con Leggere ti fa venire il mal di testa? Prova i Pillolibri), si allarga ma non si allunga, rimanendo fedele al formato compatto dedicato a risolvere i problemi grandi e piccoli di chi si occupa di comunicazione o vuole saperne di più di grafica, video, programmazione, servizi on-line, marketing e sicurezza.

A Davide Vasta si aggiungono come autori degli e-book (disponibili in pdf e cartaceo) Gaspare Grammatico, Fabio Bernardi e Magda Paolillo. Più un sito nuovo nuovo, tutto dedicato alla collana: www.pillolibri.it.

Come ben sa la cara vecchia google, gli e-book sono ormai una solida realtà editoriale. E il buon Davide ha fatto scuola.

++ Pillolibri ++

pillolibri_vasta

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile trovare nei testi di Tiziano Ferro un significato letterale facilmente intuibile (leggi il post Ed ero contentissimo, dice Tiziano Ferro. Ma perche’? e le obiezioni che mi hanno mosso i fan di ‘Tizzy’, in modo insolitamente gentile ed educato.)

Ma il nostro Tiziano non si ferma ai testi e gira sovente videoclip altrettanto oscuri. Sicche’ oggi ci esercitiamo con il video di ‘E fuori e’ buio‘, provando ad applicare le care vecchie tecniche semiotiche al video del buon Ferro (tra parentesi: la semiotica è la disciplina che studia i segni e definisce i processi di comunicazione e i sistemi di interpretazione; usarla con prodotto tipico della cultura pop non è meno nobile che applicarla alla Divina Commedia).

Che cosa ci fa vedere il video? Un Tiziano Ferro che gira come un disperato nelle stanze della villa di George Clooney sul lago di Como (o in quella di un vicino altrettanto sborone). Lei non c’e’ piu’, compare solo nelle vecchie foto e nei filmati che ritraggono la coppia felice di un tempo e truccata da Marilyn Manson (da vampira?) nei minuti finali mentre succhia il sangue dal collo del povero Tiziano che, in un momento di lucidita’, esce di casa e si salva: i vampiri, infatti, non sopportano la luce del giorno. Fine.

La trama e’ la solita: lei ha lasciato lui e lui si dispera. Finche’ non realizza che e’ stato un bene: lei lo stava ‘metaforicamente’ uccidendo. La classica storia finita male.

Tutto molto lineare e, anche, piuttosto banale (almeno per chi e’ nato negli anni ottanta e si e’ sorbito qualche film del terrore, il conte Dracula, Thriller di Jacko, il pulp, la saga di Blade, etc, etc…). D’altra parte e’ un segno tipico della cultura pop giocare con gli stereotipi e volgarizzare vecchi miti.

E, allora, qual e’ il problema? Il solito: e’ che il significato del video proprio non lo si capisce (infatti a me, nonostante la semiotica e la ‘pop-culture’ me l’han dovuto spiegare).

Quanto rimpiango i bei film muti di una volta.

Magari ai piu’ l’ormai famoso web 2.0 sembra godere di ottima salute. Si trovano ovunque applicazioni, siti, macchinette del caffe’ con l’estensione ‘web 2.0’. Come direbbero gli accademici della Crusca: ‘si porta’. Come diremmo noi: e’ di moda.

Ma siccome siamo troppo avanti, ce ne siamo gia’ stancati e siamo passati al nuovo sbrilluccicoso marchietto: il web 3.0.
Ne parlavo in tempi non sospetti in questo post, ormai vecchio di anno: una definizione del web 3.0.

Se leggere vi annoia – e come darvi torto – potete andare il 9 e 10 maggio ad Assisi ed assistere (giuro che il gioco di parole non e’ voluto) al congresso dell’AIP ‘Web 3.0’. In piu’ da quelle parti si mangia un gran bene. Prosit.

Per maggiori info vi rimando al sito di Davide Vasta e a quello dell’AIP.

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