Oggi si parla francese. BienBienBien è un bel sito, con contenuti non identificabili univocamente, con una bella grafica e un uso consapevole di WordPress, che si sta affermando sempre più non solo nel settore personale (il classico blog) o giornalistico (come cms per i portali di news) ma anche come piattaforma destinata ai siti aziendali (ma non è questa la sede adatta per approfondire il discorso).

Intanto buona navigazione (che non mi ricordo più come si dice in francese…).

++ BienBienBien ++

bienbienbien

Cafebabel, rivista europea internettiana, si è rifatta il trucco: è on line da una settimana con una nuova veste grafica, maggiore partecipazione degli utenti,  tag, blog e web 2.0 come se piovesse.

A sinistra gli articoli e i dossier scritti dalla redazione e a destra i commenti e gli interventi degli utenti. Bei colori, layout ordinato e funzionale.
Segnalo lo speciale sull’Eurogenerazione (meglio conosciuta come Eurogeneration) e l’intervista a Craig  David.

Buona visione e buona lettura multilingue.

++ Cafebabel ++

cafebabel

Leggo, questa volta in spagnolo, un vecchio articolo su REDES, Rivista spagnola per l’analisi delle reti sociali, di Ainhoa de Federico de la Rúa che sembra scritto ieri (ma anche oggi): La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus (La dinamica delle reti di amicizia. La scelta degli amici durante il programma Erasmus).

Come si formano le amicizie? In primo luogo le persone amano avere amici ed è logico: gli amici sono una fonte importante d’identità, sanno ‘chi siamo realmente’ e ci accettano così come siamo. Poi rendono la nostra vita più piacevole e più facile: condividono le nostre idee e le nostre passioni, ci aiutano nei piccoli problemi quotidiani e durante i momenti di crisi esistenziale. Però le amicizie, per quanto magiche, speciali e personali possano sembrare, si formano in contesti sociali e sono soggette a norme e modelli specifici…”.

Dopo una piacevole introduzione sull’amicizia si passa all’analisi delle reti di conoscenti e amici costruite da 103 studenti Erasmus, provenienti da 10 paesi differenti, nell’università di Lille (anno 1995: un secolo fa, è il caso di dirlo).

Conclusioni? Gli Erasmus preferiscono gli Erasmus: tra gli amici più stretti raramente figurano studenti locali, essendo l’elemento di alterità (essere stranieri) prevalente rispetto a qualsiasi altro fattore. Suggerimento pratico dell’autrice: sistemare gli Erasmus in residenze studentesche e/o appartamenti (anche) con gli autoctoni. Sono perfettamente d’accordo.

Ma dov’era tutto questo materiale quando mi serviva per la tesi? Misteri della documentazione e di Internet.

++ La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus su REDES ++

Leggo, in francese,  grazie all’OVE (L’Osservatorio nazionale della vita studentesca) la tesi di dottorato in Scienze dell’educazione di Vassiliki Papatsiba, Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience. Analyse des rapports d’étudiants français ayant bénéficié du programme Erasmus (Il soggiorno di studio all’estero: formazione, esperienza. Analisi di alcuni rapporti di studenti francesi che hanno partecipato al programma Erasmus).

Mettetevi comodi perchè qui, oltre il titolo, anche il testo è lungo: 458 pagine, niente riassunto in italiano e nemmeno in inglese (‘la grandeur de la France’…).

A parte gli scherzi, il testo è molto interessante ed è diviso in 4 parti:

  1. Insegnamento superiore, mobilità studentesca e rapporti di fine soggiorno
  2. Interpretare i testi: costruzione di un metodo
  3. Il soggiorno Erasmus: tra esteriorità e interiorità
  4. Il soggiorno Erasmus: tra esperienza e scrittura

I rapporti di fine soggiorno sono le relazioni scritte da 80 studenti francesi ad esperienza conclusa: 800 pagine analizzate dal buon Vassiliki per concludere che “gli studenti Erasmus incarnano in maniera esemplare le contraddizioni […] della gioventù contemporanea: portatrice di tendenze d’omologazione da un lato e di spinte avventurose dall’altro: Pigmalione e […] Pinocchio.”

++ Le séjour d’études à l’étranger: formation, expérience di Vassiliki Papatsiba (in pdf) ++