Sembra che gli Erasmus si stiano pian piano convertendo in romanzieri. L’ultimo libro di un ex Erasmus sull’Erasmus è edito da Aliberti: Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?) di Davide Faraldi.

Siamo a quota tre sette libri (italiani) sul progetto Erasmus, il più amato dagli studenti. Abbiamo già parlato degli altri 2. Ci dobbiamo preoccupare?

Stefano ha ventisei anni, è appena tornato da uno dei viaggi che gli hanno permesso di girare l’Europa. Ha finito di studiare, non ha un lavoro, non ha una donna, non ha un luogo che possa chiamare casa. Ha solo questa domanda fissa in testa: «E adesso cosa fai?», la domanda che tutti gli rivolgono, e a cui lui non sa cosa rispondere. Comincia così a ripercorrere la sua vita: gli entusiasmanti anni universitari di Nizza, la scoperta dell’Erasmus e della Generazione E, le donne e gli amici che lo hanno accompagnato nella sua crescita, le difficoltà al suo ingresso nel mondo del lavoro.

// Aggiornamento 2011 //

Cresce il numero di ex Erasmus diventati scrittori. Aggiorniamo la lista di romanzi sull’Erasmus:

* Generazione Erasmus di Lorenzo Moroni, Eventual-Mente, 2003.

* La mia Irlanda. Un sogno lungo sei mesi: l’esperienza indimenticabile di una studentessa Erasmus di Francesca Barzanti, L’Autore Libri Firenze, 2005.

* L’occhio dell’Erasmus di Walter Melillo, Editing Edizioni, 2006.

* Back for good di Viviana Segantini, Panda Edizioni, 2007.

* Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?) di Davide Faraldi, Aliberti, 2008.

* Quando Lorenzo visse a Barcellona. Quaderni e e-mail della borsa Erasmus di Lorenzo Vecchio, A & B, 2008.

* Se solo mia madre sapesse di Davide Chiara, Boopen LED, 2010.

Avevo promesso tempo fa (parlando del web 2.0) un’esauriente mappa del web 3.0, per chiarire una volta per tutte un concetto che è complicato anche su wikipedia (almeno per me).

Prima di arrivare al web 3.0, però, è opportuno richiamare qualche concetto base del funzionamento generale del web. Dunque la rete è formata da tante pagine variamente collegate tra di loro, è una specie di grande bilblioteca virtuale. Date le dimensioni mastodontiche della bilblioteca il problema principale è riuscire a trovare il libro (la pagina) che stiamo cercando.

Come si cercano, e si trovano, le informazioni in rete? Direi che ci sono 3 modalità di accesso ai dati:

  1. so cosa cerco e so dov’è l’informazione che voglio, quindi digito direttamente l’indirizzo nella barra del browser (es.: voglio le ultime notizie di attualità italiane, quindi vado su ansa.it, repubblica.it, corriere.it, etc…);
  2. so cosa cerco ma non conosco i siti dove posso trovare i dati che mi interessano (per “ignoranza” personale o perchè le informazioni che sto cercando sono sparpagliate tra più fonti): vado, quindi, sui motori di ricerca e digito i termini chiave, facendomi “consigliare” dai motori (es.: se sto cercando la ricetta della pizza digito “ricetta pizza margherita” su google – a mio rischio e pericolo – e mi metto a spulciare tra i 150 mila e passa siti che il motore ha catalogato per me, che gentile);
  3. so cosa cerco, non conosco il sito ma preferisco andare a cercare tra i siti suggeriti e/o consigliati da altri utenti, presumendo che il motore di ricerca non riesca a capire quello che voglio: quindi mi butto sui social network, i motori di ricerca 2.0, i blog, i wiki, gli aggregatori, etc…

Quando la rete era molto piccola (andava ancora all’asilo) si navigava seguendo la prima modalità. Con l’adolescenza siamo passati ai motori di ricerca (cioè una “macchina” che filtrava e organizzava le informazioni seguendo alcune istruzioni/algoritmi), oggi siamo arrivati alla maturità e ci affidiamo al filtro di altri utenti che classificano e ordinano i dati (da del.icio.us in giù), pur continuando ad usare le precedenti modalità.

Diciamo però che la maturità odierna corrisponde più o meno all’università e la maturità reale (ovvero quella che ci permette di entrare nel mondo adulto) la rete la raggiungerà “piegando” anche la macchina ai suoi modelli mentali: è/sarà il web 3.0, il web semantico, l’intelligenza artificiale, far parlare le macchine tra di loro in modo che si capiscano.

Sembra semplice ma non lo è. O forse sì, lo scopriremo nella prossima puntata.

Direttamente da soitu.es, portale d’informazione ‘avanguardista’, arriva un widget (un modulo) che permette di creare grafici e statistiche in flash a tutti, in pochi minuti, modificando solo il file xml.

Il pacchetto si può scaricare liberamente dal sito
(zippato), è stato rilasciato sotto licenza GPLv3 perciò potete modificare anche il file originale.

Per esempio in dieci minuti da un tristissimo elenco sul numero di studenti italiani partiti per l’Erasmus (preso dal sito ufficiale LLP) si può ottenere questo risultato.

Esempio pratico di condivisione delle risorse stile web 2.0. Applausi, gracias.

++ soitu.es ++
++ Il pacchetto da scaricare ++

grafici in flash

Dato che in questi giorni si parla molto di calcio, approfitto di una segnalazione ‘di parte’ (chiaramente juventina) per parlare del sito della signora d’Italia: Juventus.com.

Il sito è molto molto sobrio, si vede che sono torinesi: bianco e nero e una spruzzata d’oro (una volta a Torino c’era la capitale del regno), notizie aggiornate in tempo reale, interviste ai calciatori, sponsorizzazioni benefiche e quant’altro (più tutte le cose destinate ai tifosi: area riservata, shopping…).

La parte che illustra la storia del club è realizzata in flash, non è troppo macchinosa e si integra perfettamente nella struttura del sito. Dimostrazione che un uso moderato di flash può essere gradevole e funzionale (sull’uso immoderato di flash, a meno che non generi capolavori grafici sbrilluccicosi, parleremo in separata sede).

Intanto buona visita.

++ juventus.com ++

juventus

Le pagine di accesso personali di google e microsoft hanno un loro fascino ‘funzionale’ ma una grafica vecchio stile. Perciò se siete ‘giovani’ o vi piace stare al passo coi tempi dovete impostare come pagina iniziale nel vostro browser netvibes.

Da qualche settimana è disponibile la nuova versione – Ginger – ancora più facile e divertente da personalizzare. Se avete ancora repubblica.it o google.it come pagina predefinita è ora di cambiare: netvibes vi mette a disposizione in un’unica schermata tutti i siti web preferiti, i blog che leggete più spesso, i motori di ricerca, promemoria delle cose da fare, immagini, video, social network, account mail, podcast… insomma grazie alla possibilità di aggiungere moduli e schede a piacimento sarà più facile e comodo andare a spasso per la rete.

Grafica molto bella e funzionale, icone ‘minimal’ e la possibilità di sbirciare fra le pagine di amici e perfetti sconosciuti ne fanno un tipico esempio di tecnologia a misura di persona (mica come il frigorifero che fa la spesa da solo quando si accorge che le provviste scarseggiano).

Ci vuole qualche minuto per registrarsi – gratuitamente – e personalizzare il proprio spazio o ‘creare il proprio universo’.
Buon divertimento.

++ netvibes ++

netvibes

Mentre girovagavo su internet cercando altro (ormai la serendipidità è la modalità principale di navigazione in rete) mi sono imbattuta in un’esauriente sintesi visiva dei processi e servizi legati al cosiddetto web 2.0: la mappa visiva è stata elaborata da internality.com ed è distribuita sotto creative commons (non poteva essere altrimenti: i diritti d’autore ‘deboli’ sono uno dei cardini del web 2.0).

Siccome su wikipedia c’è una mappa tristissima – per niente esaustiva – tradotta dall’inglese, ho celermente tradotto questa di internality dallo spagnolo all’italiano.
Appena avrò un po’ di tempo aggiungerò alcuni esempi di servizi web 2.0 (nella mappa iberica sono quasi tutti, giustamente, riferiti alla Spagna).

++ La mappa visiva del web 2.0 (in pdf, in italiano) ++
++ La mappa visiva del web 2.0 (in spagnolo, dal sito internality) ++

mappa web 2.0

Sul numero di marzo di Studenti magazine, il mensile cartaceo di studenti.it, c’è un’inchiesta interessante: Eurogeneration. Tutte le strade portano in Italia? Parola agli studenti Erasmus nel nostro paese. Nel dossier si delinea un ritratto dell’Italia vista (male) dagli studenti Erasmus ospiti nel belpaese: carenze organizzative e strutturali delle università, giungla degli affitti, scarsa conoscenza dell’inglese…

Segue intervista al presidente di ESN Italia e un mio breve intervento contro gli stereotipi e le leggende metropolitane che circolano sul progetto Erasmus: il più amato dagli italiani (e non solo), come direbbe la pubblicità.

Buona lettura.

++ Studenti magazine (web) ++
++ L’inchiesta: l’Italia e gli Erasmus (pdf) ++

eurogeneration_erasmus