humus natura di chef presentazione

In questi giorni diverse declinazioni del numero tre (ammesso che i numeri si possano declinare…) richiamano in continuazione la mia attenzione. Sarà un caso?

Il nuovo trio della musica italiana: Fabi, Silvestri, Gazzè

In musica, il trio composto da Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè mi ha accompagnato in chiusura d’anno con due concerti. Uno a Napoli e l’altro in metro a Roma, improvvisato e ancor più gradito del primo. A inizio anno li ho visti non più dal vivo ma in video su rai3 (rieccolo!) protagonisti del bel documentario LocalEuropa – Musica valida per l’espatrio con le riprese della tournée europea de Il padrone della festa e le testimonianze degli italiani all’estero incontrati dai tre musicisti durante il tour, molti dei quali ovviamente ex Erasmus (quando si dice “corsi e ricorsi storici”…).

La trilogia “I nostri antenati” di Italo Calvino

In prosa, mi è capitato tra le mani dopo anni Il visconte dimezzato, prima parte della trilogia I nostri antenati di Calvino con Il cavaliere inesistente e Il barone rampante. Il visconte protagonista del romanzo viene diviso a metà da una palla di cannone durante una battaglia. Il visconte dimezzato rappresenta il bene e il male che c’è in ognuno di noi, l’incompletezza dell’uomo che realizza una parte di sè e non l’altra.

Il ricomincio da tre di Troisi

In poesia, perché se si tratta di Troisi mi pare questo il termine più adatto, mi è tornato in mente Ricomincio da tre in occasione dell’uscita nelle sale dell’ultimo film di Siani, credo per compensazione (con tutto l’affetto – che pure abbiamo – per Siani) o per la motivazione inoppugnabile che dovrebbe guidare la scelta del nome di qualsiasi nascituro e non solo del famoso Ugo/Massimiliano.

I tre di Humus – Natura di Chef in cucina

Ed è sulla scia di questa continua attualizzazione della trinità che presento l’ultimo progetto di cui faccio parte Humus – Natura di Chef. Anche qui siamo debitori del numero tre in più di un senso. Dapprima perché siamo in tre: c’è mio fratello Fiore, cuoco provetto. Francesca super-esperta di cosmesi naturale e non solo. E, infine, ci sono io con le mie solite passioni culinarie. Poi perché tre sono le direzioni in cui ci muoviamo: educazione alimentare, sostenibilità e recupero del territorio con le sue tradizioni. E tre sono i luoghi fisici dove si può materialmente partecipare alle attività di Humus: la sede di Cava de’ Tirreni, a pochi chilometri dalla Costiera amalfitana con la scuola di cucina e lo spazio sociale; l’orto-laboratorio in campagna, sempre a Cava e Roma, dove faccio base in questo periodo (anche se non mancano incursioni/escursioni nel resto della penisola).

humus natura di chef

Un pensiero uno e trino

Tutto questo rimuginare sul “3” mi pare un esercizio utile per riflettere, partendo dai tre esempi sopra citati, sulla scelta dei compagni di viaggio, sulle opportunità di moltiplicare punti di vista e riflessioni, sulla necessità di armonizzare timbri diversi e sui vantaggi insiti nel condividere le responsabilità dell’età adulta senza perdere in meraviglia e divertimento.

ode al vegano tu mi tuberi

.Non sono stata folgorata (almeno non del tutto) sulla via di Damasco di nostra signora delle Verzure ma sono un’adepta saltuaria della religione vegana. Non posso, però, non notare un progressivo imbarbarimento del senso civico (o una leggera flessione del senso sociale, come direbbe Gazzè) unito a un ostile accanimento in chi si ingegna per trasformare una legittima scelta alimentare in una religione, finendo col dividere come al solito NOI (i buoni) dagli ALTRI (i diversamente vegani ovvero i nuovi mostri) cercando di fare proselitismo in ogni luogo, in ogni lago e non mi ricordo più la canzone che ovviamente non è di Gazzè…

Sicché avendo addirittura sognato una specie di dibattito fra le due opposte fazioni – vegani e non -, sotto forma di rap atipico o canzonetta sincopata, mi appello al mio consueto spirito del tubero nell’augurarvi lieti sogni pieni di ogni tipo di leccornia che più vi aggrada.

Ode al vegano o rap anticircadiano o tu mi tuberi

Io sono sensibile, ho sviluppato il mio lato umano
ho più rispetto per le mucche che per un campo di grano.
S
offro anche quando vedo un vegetariano
sono integralista nel profondo
mi batte solo il fruttariano.

Però… però…
tutto il mio senso civico si concentra nel piatto.
S
gaso con il SUV con lo stereo a palla come un qualsiasi coatto.
I
nsulto i carnivori su facebook da uno smartphone di ultima generazione fabbricato non so dove e non mi interessa a quali condizioni.
M
angio formaggi e derivati in forma di insulse imitazioni.
M
i beo di coltivazioni bio magnificandone la supremazia chimica senza conoscere nemmeno la molecola di H2O.
V
edo un complotto demo-pluto-giudaico anche nel consorzio del crudo di Parma.
M
i appello a un originario veganesimo parasillogistico ed evoluzionistico:
se discendiamo dalle scimmie non dobbiamo mangiare carneeeeee!!!
(Sì, però dovremmo vivere nudi sugli alberi senza elettricità e acqua correnteeeee!!!).

Non so come fate a non impressionarvi davanti alla carneficina quotidiana di povere bestie.
Quando io passo indifferente tra barboni, poveri e malati di mente.
N
on riconosco dignità ai vegetali ma solo ai mammiferi che mi somigliano di più.
Ee non mi accusate di antropocentrismo per carità.
I
o non seguo una moda ma sono vegano fin dal concepimento e filtravo quello che mangiava mia madre facendo nodi al cordone ombelicale.

Se scopro che al bar mi hanno macchiato il caffè col latte vaccino sono capace di farmi venire una crisi epilettica e ovviamente denuncio il titolare per attentato ai miei diritti costituzionali.
S
e chi raccoglie la frutta e verdura che mangio è un immigrato trattato come una bestia non mi pongo il problema in quanto non trattasi di maltrattamenti di animali ma di umani.
D
a quando non mangio carne sono in pace con il mondo e in guerra solo con una percentuale maggioritaria di vegetariani, carnivori e onnivori!

ode al vegano tuberi

Il nostro idolo, Tiziano Ferro, Tizzy per le fan, non contento di farci scervellare sul probabile (o improbabile) significato delle sue canzoni ha pensato di aumentare il grado di difficoltà d’interpretazione dei suoi testi.

Primo: ha tradotto Indietro in inglese (e non vi dico cosa diventano i versi  ‘Ricevo il tuo contrordine speciale. / Nemico della logica morale. / Opposto della fisica normale). Secondo: ha deciso di pronunciare la lingua del Bardo come se abitasse ancora a Latina e non – udite, udite – a Londra. Si vede che la full immersion in Inghilterra non serve a molto.

Vi invito a sentire il ritornello: quel ‘breathe gentle, be gentle trasformatosi in un più mediterraneo ‘Vincenzo, Vincenzo’.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=UIE3xFbNFKY&hl=it&fs=1&]

Però, in fondo, gli vogliamo bene. A Tiziano e a Vincenzo in egual misura.

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile trovare nei testi di Tiziano Ferro un significato letterale facilmente intuibile (leggi il post Ed ero contentissimo, dice Tiziano Ferro. Ma perche’? e le obiezioni che mi hanno mosso i fan di ‘Tizzy’, in modo insolitamente gentile ed educato.)

Ma il nostro Tiziano non si ferma ai testi e gira sovente videoclip altrettanto oscuri. Sicche’ oggi ci esercitiamo con il video di ‘E fuori e’ buio‘, provando ad applicare le care vecchie tecniche semiotiche al video del buon Ferro (tra parentesi: la semiotica è la disciplina che studia i segni e definisce i processi di comunicazione e i sistemi di interpretazione; usarla con prodotto tipico della cultura pop non è meno nobile che applicarla alla Divina Commedia).

Che cosa ci fa vedere il video? Un Tiziano Ferro che gira come un disperato nelle stanze della villa di George Clooney sul lago di Como (o in quella di un vicino altrettanto sborone). Lei non c’e’ piu’, compare solo nelle vecchie foto e nei filmati che ritraggono la coppia felice di un tempo e truccata da Marilyn Manson (da vampira?) nei minuti finali mentre succhia il sangue dal collo del povero Tiziano che, in un momento di lucidita’, esce di casa e si salva: i vampiri, infatti, non sopportano la luce del giorno. Fine.

La trama e’ la solita: lei ha lasciato lui e lui si dispera. Finche’ non realizza che e’ stato un bene: lei lo stava ‘metaforicamente’ uccidendo. La classica storia finita male.

Tutto molto lineare e, anche, piuttosto banale (almeno per chi e’ nato negli anni ottanta e si e’ sorbito qualche film del terrore, il conte Dracula, Thriller di Jacko, il pulp, la saga di Blade, etc, etc…). D’altra parte e’ un segno tipico della cultura pop giocare con gli stereotipi e volgarizzare vecchi miti.

E, allora, qual e’ il problema? Il solito: e’ che il significato del video proprio non lo si capisce (infatti a me, nonostante la semiotica e la ‘pop-culture’ me l’han dovuto spiegare).

Quanto rimpiango i bei film muti di una volta.

C’è tempo fino al 31 dicembre per partecipare al sondaggio di EuropeME ‘Studente informato? Studente fortunato!’. Rispondendo al questionario sulla vita degli universitari in Italia potrai vincere un iPod nano da 8 giga o una copia del romanzo Generazione Erasmus. E adesso cosa fai? autografata dall’autore Davide Faraldi.

Come partecipare
Puoi partecipare inviando la scheda del sondaggio al nostro indirizzo di posta elettronica (puoi scaricare la scheda in word, completarla al computer e inviarla a fiorella@europeme.eu), oppure inviarla per fax al numero 089467064 oppure spedirla per posta ordinaria a: EuropeME, corso Umberto I, 293, cap 84013, Cava de’ Tirreni (Sa).

Come vincere
Tra tutte le schede arrivate in redazione entro il 31 dicembre 2008, la redazione di EuropeME selezionerà 10 schede contenenti le informazioni più complete e dettagliate: tre riceveranno in omaggio un iPod nano da 8 giga e sette una copia di Generazione Erasmus. E adesso cosa fai?, autografata dall’autore Davide Faraldi. Gli omaggi verranno inviati entro il 31 gennaio 2009. L’elenco dei vincitori sarà pubblicato sul nostro sito. La decisione della redazione è insindacabile.

studente informato? studente fortunato!

C’è una canzone di Alex Britti, grande chitarrista con la faccia da dinosauro, che sembra scritta da un Erasmus appena tornato da Parigi (ma anche da Oslo, Camerino o Bilbao: piatti tipici a parte).
Si intitola Tornano in mente, chiudeva la mia discussione sulla tesi all’università (non fate commenti sarcastici, please…).

I primi 30 secondi di Tornano in mente da last.fm: http://www.lastfm.it/music/Alex+Britti/_/Tornano+in+mente

Il testo di Tornano in mente:

Parigi era di un bello devastante ed io troppo giovane e testardo,
un fascino accogliente e un pò ammaliante
io ero gia lì, ma ancora distante.

Il grigio che spegneva un pò i colori, l’arte raccontava i suoi dolori
il cibo saporito e coloniale, in mezzo a tanto freddo qualcosa di normale,
i viali coi colori degli artisti e le passeggiate interminabili
momenti a volte belli, a volte tristi sono ancora dentro incancellabili.

E tornano in mente cose di tanti anni fa
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ci sta.
Tornano in mente amici di tanto tempo fa
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà.
Continue reading “Erasmus, ex Erasmus e cose che tornano in mente”

Cafebabel, rivista europea internettiana, si è rifatta il trucco: è on line da una settimana con una nuova veste grafica, maggiore partecipazione degli utenti,  tag, blog e web 2.0 come se piovesse.

A sinistra gli articoli e i dossier scritti dalla redazione e a destra i commenti e gli interventi degli utenti. Bei colori, layout ordinato e funzionale.
Segnalo lo speciale sull’Eurogenerazione (meglio conosciuta come Eurogeneration) e l’intervista a Craig  David.

Buona visione e buona lettura multilingue.

++ Cafebabel ++

cafebabel

Ieri sera ho scoperto con grande piacere (ridendo molto) che non sono l’unica a non capire le canzoni di Tiziano Ferro.

E’ tornata la Gialappa’s, almeno il martedì
c’è qualcosa da vedere a parte i dibattiti politici: tra un po’ promettono un castello in Baviera a ogni pensionato e un erede della casa reale per ogni precario (già fatto?!?).

Per chi l’avesse perso per fortuna c’è youtube:

[youtube=http://youtube.com/watch?v=USX0FYbjlUE]