Tra gli esemplari di flora e fauna curiosa che spuntano come funghi in giardino (!), questi fiori di porro vincono il primo premio in quanto a stranezza.

Il porro è un ortaggio simile alla cipolla, dal sapore più dolce e delicato. Ha un fusto verde e, quando fiorisce, alla sommità del fusto spunta un oggetto non meglio identificato composto da decine di fiorellini bianchi.

porri fioriti in giardino

Dopo aver fatto bella mostra di sè in giardino, finisce in pentola: con ricotta e zucchine è uno dei ripieni più gustosi della pizza fritta fatta in casa.

porro in fiore in giardino

Stamattina, come da un paio di giorni a questa parte, la sveglia è suonata alle 6 e 30. Quando posso, dopo un paio di ore di lavoro sostituisco la solita pausa con una bella nuotata a Cetara, in Costiera amalfitana: 15 minuti per arrivare in spiaggia, qualche bracciata, un po’ di sole e di nuovo al lavoro.

Oggi, però, non ho proprio potuto evitare di tornare dal mare a mani vuote: cozze, ricci e lumache sono tornati a popolare – affollare è il termine giusto – i fondali della Costiera. In pochi minuti, solo con una maschera e un paio di occhialini, in tre abbiamo recuperato un kilo di cozze, una decina di ricci e qualche lumaca.

Pranzo a base di pesce, allora. Ma com’è stressante l’estate dalle mie parti!

riccio pescato in costiera amalfitana

pesca a cetara, costiera amalfitana: ricci, cozze, lumache

pesca a cetara: ricci, cozze, lumache

Quest’anno ho dovuto aspettare fino al 27 maggio per inaugurare la stagione estiva con il primo bagno: una lunga nuotata a Cetara, spiaggia della “torretta”, a pochi chilometri da casa. Nonostante l’acqua non fosse ancora della temperatura giusta: in acqua eravamo in 5, su circa 40 persone presenti in spiaggia.

Cetara è uno dei piccoli comuni della Costiera Amalfitana e il più vicino partendo da Salerno (saltando Vietri sul Mare che è sempre meno praticabile).

panorama torretta cetara costiera amalfitana salerno

Proprio il 27 a Cetara si stavano preparando per le orde di turisti che sbarcheranno a breve in costiera: terminata la ristrutturazione della Torretta, finalmente visitabile, un paio di trattori stavano sistemando le spiaggette vicino al porto, famoso per la pesca di alici (la pasta con la colatura di alici dicono sia spettacolare). Anche in spiaggia alla torretta ancora pochi bagnanti, bar chiuso e niente ombrelloni: la situazione balneare che preferisco!

spiaggia mare cetara costiera amalfitana salerno

Avvistati in acqua: un riccio, molte piccole cozze, castagnole, mini occhiate e altri pesci piccoli non meglio identificabili. Da segnalare 3 papere (sì, papere!) che facevano il bagno e un sub che ha scovato un discreto numero di polipetti.

Del tutto diverso il primo tuffo dello scorso anno a Cavoli, isola d’Elba: era il 25 aprile e, a parte me, tante piccole meduse nuotavano indisturbate nell’acqua cristallina di una delle più belle insenature dell’isola.

spiaggia di cavoli isola d'elba livorno al tramonto

mare cavoli isola d'elba livorno

Va bene, magari il nostro caro segway non è nato in Umbria ma di sicuro trascorre le sue piacevoli vacanze tra Assisi e Foligno.

Orbene, se ancora non avete predisposto il piano-ferie, sappiate che potete sperimentare questa nuova invenzione a metà strada tra il monopattino e il carrello della spesa (solo che la spesa, in questo caso, siete voi).

Per maggiori informazioni: umbriainequilibrio.com

segway_umbria

Attenzione: post ‘pulp’. Se siete sensibili non leggete oltre.

Da questi parti a Natale si usa – è tradizione – mangiare il brodo di pollo fatto in casa. Sia il brodo che il pollo.

Funziona così: si va a fare gli auguri agli ultimi parenti agricoli sopravvisuti, provvisti di pollaio, orticello e tanta pazienza contadina. Dopo il classico riassunto sullo stato di salute e/o lavorativo e/o sentimentale dell’intero parentado, al momento del commiato, i parenti vi seguono brandendo un pollo – vivo – fino alla macchina. Nel cofano dell’auto getteranno la bestia (che protestiate o no non fa differenza); un po’ di verdure dell’orto, biologiche per nascita e non per scelta radical-chic -; molta frutta di stagione (ebbene sì, esiste ancora la frutta di stagione, colta dall’albero quando è matura e non quando ve ne viene voglia, manco foste perennemente incinti); uova – se le signore galline erano in vena -; e ‘odori’ in quantità (fanno parte della provvidenziale categoria degli ‘odori’ tutte le erbe aromatiche – d’inverno prezzemolo e sedano, e d’estate qualsiasi bendidio dal basilico in giù – che al nord vendono al supermercato in asettiche bustine di plastica e al sud regalano in grandi quantità i fruttivendoli e i parenti con l’orto).

Arrivati a casa bisogna preparare il pollo per la cottura. Gettarlo vivo nell’acqua bollente non si può: quella è la fine nobile che spetta solo alle aragoste. Il pollo non ha sangue blu e, prima di essere cucinato, va debitamente sgozzato.

Quindi vestitevi, lavate accuratamente le mani e mettete i guanti, fate finta di dover entrare in sala operatoria: fa molto dottor House. Poi legate con lo spago i piedi della povera bestia (è fondamentale). Recuperate due parenti, stanateli sotto la minaccia di un cucchiaio di legno perchè si saranno sicuramente nascosti fingendosi anime belle, ambientalisti, vegani, nani e quant’altro. Per commettere quest’assassinio bisogna essere almeno in tre.

Recuperate un coltello affilato, usate i due parenti per tener ferma la povera bestia (uno bloccherà le ali e l’altro i piedi) e fate quello che dovete fare.

Il pollo, se è un pollo giovane e forte, continuerà a dimenarsi – già decollato – per alcuni interminabili secondi. In questo frangente fa un po’ pena, sentimento che dimenticherete quando vi metteranno davanti il classico piatto coi tortelli in brodo, la cicoria e la coscia di pollo.

E’ proprio vero che a Natale siamo tutti più buoni, volatili compresi.