Breve lista di consigli non richiesti contro il dilagare di articoli lunghi, il logorio causato da uso prolungato di Internet e utile promemoria per i – miei- futuri post.

Decalogo (anche se non sono 10 parole) per scrivere bene sul web:

  1. siate sintetici, nessuno ha tempo, mai. Ne hai poco tu per scrivere figuriamoci il poverino che ti deve leggere.
  2. andate a capo, spesso. Se l’articolo non può essere tagliato (sicuri?) fate paragrafi, mettete titoletti, usate il grassetto per evidenziare le cose più importanti e permettere una lettura ‘random’ a chi va di fretta.
  3. non fate copia e incolla ma linkate tutte le volte che potete.
  4. non usate le ‘kappa’ e le abbreviazioni, non è un sms.
  5. fate elenchi, indici e sommari.
  6. non usate le maiuscole. Non cambiate tipo, grandezza e colore del carattere senza motivo.
  7. se c’è un’immagine più efficace di quello che state scrivendo, usatela e smettete di scrivere.
  8. siate leggeri, ironici e divertenti più che potete. Se non lo siete fate un corso.
  9. usate i congiuntivi solo se sapete come usarli, altrimenti desistete.
  10. se vi commentano rispondete. Sempre.
  11. non fate i saccenti.
  12. commentate solo se avete cose interessanti da dire, una faccina non è un commento.
  13. controllate le fonti.. Se citate qualcuno assicuratevi di citarlo correttamente (su consiglio di Fabrizio).

Naturalmente non è necessario seguire queste regole (non si vince niente a parte una certa gratitudine da parte mia) però, per piacere, non siate banali.
O siatelo con un certo charme.

Per chi vuole approfondire, in rete:
++ Il mestiere di scrivere ++

Fuori dalla rete:
Calvino, Calvino, Calvino (più qualsiasi scrittore che sappia scrivere).

Da qualche settimana sono tornata ad occuparmi attivamente dell’Erasmus, unendo una vecchia idea (quella di creare un sito per raccogliere le testimonianze degli ex Erasmus) a un progetto di PlanetErasmus.
Tra pochi giorni dettaglierò a fondo, stiamo definendo le ultime cose.
Mentre scartabellavo tra gli appunti della tesi, vecchie interviste e volumi di antropologia impolverati mi sono tornate in mente (come dice Alex Britti) alcune osservazioni fatte all’epoca – 2005 – che oggi, legate ai fatti delle ultime settimane, acquistano un valore ‘particolare’.

A proposito della percezione di sè e del proprio Paese d’origine annotavo la comprensibile apprensione di mia madre che per tutta la durata dell’Erasmus ha continuato a chiedermi se ad Alicante vendessero fragole, broccoli e arance. Alla mia risposta affermativa ribatteva: ‘Eh, ma non sono come da noi!’
Senz’altro si trattava di frutta e verdura ‘diversa’, buona uguale però.

Adesso chi lo dice agli alicantini e al resto del mondo che la produzione agricola campana è seriamente minacciata dall’incapacità di raccogliere e smaltire i rifiuti?
Anche la spazzatura riflette e comunica un’idea di civiltà, o la sua assoluta mancanza (‘basura es cultura’ direbbero in terra iberica).
Mi toccherà cambiare fruttivendolo?

Questa settimana segnalo una bella mostra: Pop Art! 1956-1968 alle Scuderie del Quirinale a Roma fino al 27 gennaio 2008.

In mostra oltre 100 opere di una cinquantina di artisti: dipinti, sculture, collages, combine paintings, bandiere; “tutto è servito a questi artisti per narrare, interpretare, illustrare, esaltare, criticare la società dei consumi e delle comunicazioni di massa, i riti e i miti del loro tempo, che ogni giorno di più risulta essere l’anticipazione del nostro”.

Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Ray Johnson, Richard Hamilton, Peter Blake, Mimmo Rotella e molti altri giocano con le icone della pubblicità, dello spettacolo, della politica.

Caldamente consigliata, guardate anche l’edificio che merita e state attenti a non avvicinarvi troppo alle opere: sono circondate da sensori ottici che mandano allarmi fastidiosissimi.

Buona visione.

++ Alcune opere in mostra ++
++ Orari e biglietti ++

pop art

Nel 1981 un giovane tedesco, Benedikt Taschen, apre un piccolo negozio di fumetti a Colonia.

Oggi il negozietto di comics è un lontano ricordo e la Taschen un colosso dell’editoria. Pubblica (quasi) tutto: arte, design, cinema, fotografia, moda, architettura, viaggi…

Libri curati, grafica impeccabile, attenzione ai contenuti e costi ridotti. Bello anche il sito.

Buona visione e buona lettura.

++ Taschen ++
++ Schwarzdesign.de (l’agenzia che ha realizzato il sito Taschen) ++

taschen

Tradisco momentaneamente Torino con Firenze. Tradimento più che comprensibile.

Torno nella culla del Rinascimento dopo più di 5 anni dall’ultima visita e per un pomeriggio soltanto, purtroppo. Il freddo polare e un vento gelido riducono al minimo le mie capacità di scattare fotografie; e mentre cammino veloce per riuscere a vedere almeno per un momento il campanile e Piazza della Signoria, gli Uffizi più affollati che mai, gli addobbi natalizi e i cori gospel, un pensiero fisso mi martella la mente: quanto sia spettacolare l’Italia (estetica) messa a confronto con la quotidiana banalità di molti che ci vivono, lavorano e governano (etica).
E’ proprio vero che poggiamo sulle spalle di giganti e siamo piccoli piccoli nani.

firenze Continue reading “Città da amare: Firenze”