Una delle immagini più impressionanti del documentario di Wim Wenders Il sale della terra mostra il fotografo Sebastiao Salgado quasi paralizzato dinnanzi a un giovane padre, ridotto ormai pelle e ossa, solo in un campo affollato da migliaia di rifugiati, privo di qualsiasi genere di prima necessità, intento, nonostante tutto, a lavare il corpicino del figlio prima di seppellirlo, come vuole la tradizione dei cristiani copti.

A Roma la comunità copta arrivata in Italia dal nord Africa si ritrova ogni domenica in una piccolissima chiesa dietro San Pietro in Vincoli. Finita la liturgia, attraversato un sipario rosso vermiglio, un numero pressocché infinito di uomini e donne esce dall’ingresso principale tra abbracci e risate. Contenitori con cibo che ha odore di casa passano di mano in mano mentre i bambini si rincorrono su e giù per le scale.

La folla si dilegua in un attimo mentre una giovane donna, avvolti gli abiti di tutti i giorni sotto il velo immacolato, si ferma su quelle scale per un tempo che a me pare infinito.

roma copti omaggio a salgado il sale della terra