Da qualche giorno i tronchi degli alberi qualche metro sotto casa mia sono blu.
alberi azzurri

Mi ricordano Gli alberi azzurri di Paul Gauguin (dipinto che vidi qualche anno fa al Thyssen a Madrid, credo faccia parte di una collezione privata) e quando scrive: “Ottengo dalla disposizione di linee e di colori, delle sinfonie, delle armonie che non rappresentano niente di assolutamente reale nel vero senso della parola, che non esprimono direttamente nessuna idea, ma che devono far pensare come la musica fa pensare, senza il ricorso di idee o di immagini, semplicemente attraverso le affinità misteriose che stanno tra i nostri cervelli e tali disposizioni di colori o di linee”. Continue reading “Misteri (ir)risolti: Gli alberi azzurri di Gauguin sono veri”

Diamo qualche informazione in più su un sito già segnalato di sfuggita in queste pagine: esMADRID.com.Si tratta del portale sbrilluccicosissimo della città di Madrid. Tra i suoi obiettivi ‘potenziare la relazione dei madrileni con il Comune e rendere noto cosa offre la città ai suoi abitanti, visitatori e imprese’. Non posso credere a quello che vedono i miei occhi: il sito è pubblicato e curato direttamente dal comune di Madrid, ha contenuti in 5 lingue oltre allo spagnolo (inglese, francese, cinese, giapponese e russo) e una sezione – esMADRID4U – dove gli utenti possono pubblicare in modo autonomo video, immagini, articoli e curiosità sulla capitale.

Pensando alla recente chiusura di italia.it (per quei pochi fortunati che non lo sapessero il portale turistico italiano, non della capitale, dell’Italia intera), ai 58 milioni di euro dei contribuenti andati in fumo mi vien da chiedere: ma è mai possibile che non ci sia un governante che sia uno capace di fare una cosa normale? Meglio chiudere qui la parentesi italica.

Tornando a esMADRID: la grafica è assolutamente impeccabile (logo, immagini, mappe e video curatissimi), flash è usato con sapienza rara e c’è perfino la TV. Più, naturalmente, tutti i contenuti di cui avete bisogno: dal meteo, al traffico, alle esposizioni, concerti, spettacoli, manifestazioni, fiere, mappe e versione in pdf del magazine distribuito gratuitamente nelle zone strategiche della capitale.

Azzeccatissima anche la scelta del nome: quel ‘esMadrid’ che significa ‘è Madrid’ ed è anche la sigla del paese (es per Espana) – vabbè mi sono incartata ma il giochino di parole è simpatico, almeno in castigliano -.

Disfrutad! Ops: buona visione.

++ esMADRID.com ++
++ esMADRID4U ++
++ esMADRIDmagazine ++

esmadrid.com

Per limonata intendo la bevanda che si ottiene dai limoni (sempre meglio puntualizzare).Finchè mi sono limitata a lasciare casa mia (e relativo giardino provvisto di ben 4 piante di limoni) per brevi spostamenti e viaggi di piacere ho avuto ben radicate (stiamo parlando di coltivazioni) le seguenti convinzioni:

  1. che esistesse un’unica varietà di albero appartenente al genere Citrus, che dà frutti due volte l’anno;
  2. che i frutti sono di un giallo intenso, con la buccia spessa e di grandi dimensioni;
  3. che le piante di limoni non avessero necessità di cure particolari (concimi) eccezion fatta per una specie di ‘velo’ dalle maglie fitte per proteggere i fiori e i frutti dal gelo invernale.

Quando mi sono trasferita all’estero per periodi più o meno lunghi ho scoperto l’amara realtà: i supermercati vendono limoni ‘rachitici’ come se fosse la cosa più normale di questo mondo. Piccoli, con la buccia sottile, chimicamente trattati e – si suppone – privi della calda copertura invernale.

Dal confronto tra i ‘nostri’ e i ‘loro’ limoni, ‘loro’ perdevano su tutti i fronti:

  • grandi vs piccoli
  • coperti vs scoperti
  • non trattati vs trattati.

Che lezione trarre dall’amaro conflitto? Come direbbero in modo più complicato i sociologi siamo abituati a considerare le altre culture con gli occhi della nostra: i nostri valori, i nostri modi di vivere, le nostre leggi sono ‘naturalmente’ migliori (così come il patrimonio artistico, i prodotti tipici, le squadre di calcio…). Ma lo sono per davvero o solo perchè ci siamo nati e cresciuti in mezzo?

E costituisce un merito nascere col sole della costiera amalfitana, per limoni ed essere umani?

La mia risposta è no: non autorizza a considerare superiore la propria cultura, anche se preferisco bere il limoncello del mio giardino.

limoni
Continue reading “I pregiudizi della limonata: lo scontro di civiltà tra noi e loro”

Se vi trovate a Madrid da più di 5 giorni, avete esaurito le visite al Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza (i 3 musei più ‘in’ della capitale), svaligiato tutti i negozi della Gran Via, passeggiato indisturbati lungo le sponde del famoso laghetto del Retiro, invece di ingozzarvi di paella e sangria potete fare un salto in Egitto.

E’ sufficiente sorpassare il Palazzo Reale, proseguire verso Piazza di Spagna e in 5 minuti vi troverete immersi nel poco famoso ‘Parque del Oeste’ dove gli studenti del vicino campus universitario vanno a prendere il sole. Attrazione principale del parco è un tempio egiziano vecchio di 2200 anni, regalato agli spagnoli per riconoscenza.

tempio debod

Continue reading “Viaggi fuori dai paraggi -> Debod, il tempio egizio di Madrid, Spagna”

Inauguriamo la rubrica dedicati ai viaggi, altrimenti sarebbe inutile essere bionda e con gli occhi verdi come Licia Colò.
Viaggeremo solo in posti insoliti, semisconosciuti e dimenticati da Dio.
Si parte da (e per) Chinchòn!

Se avete già visto Madrid e vi siete bruciati Toledo e Segovia, prima di scappare verso Barcellona, i Paesi Baschi e l’Andalusia vi consigliamo una bella gita di un giorno a Chinchòn.

Chinchòn si trova ad appena 50 kilometri da Madrid (esattamente qui con google maps); 4362 abitanti che sembrano comparse del film di Benigni e Troisi Non ci resta che piangere: è sorprendente che cittadine del genere si siano conservate intatte mentre, quattro passi più in là, la modernità smontava e rimontava la capitale e svuotava la periferia e il famoso Manzanarre.

plaza mayor chinchon

Breve storia di Chinchòn
La posizione geografica di Chinchòn – ci passa in mezzo il fiume Tajo – ha favorito gli insediamenti umani fin dal Neolitico. Ma se partiamo dalla preistoria la tiriamo troppo per le lunghe.
Continue reading “Viaggi fuori dai paraggi -> Chinchòn (Madrid, Spagna)”

Diciamo subito che, pur non essendo il mio cantante preferito, non ho niente contro Tiziano Ferro. Solo che una volta si scrivevano canzoni con una parvenza – minima – di significato.
Aggiungiamo pure che canticchio volentieri le sue canzoni ma questa Ed ero contentissimo‘ ha un testo che definire paranormale è riduttivo (sul sito ufficiale c’è anche la versione in spagnolo, che è in-comprensibile almeno quanto quella italiana):

Ora che sarai un po’ sola
Tra il lavoro e le lenzuola
Presto dimmi tu come farai ?
Ora che tutto va a caso
Ora non sono più un peso
Dimmi quali scuse inventerai ?

Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po’ di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più…

Ed ero contentissimo in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Continue reading “‘Ed ero contentissimo’ dice Tiziano Ferro. Ma perchè?”

Da qualche settimana sono tornata ad occuparmi attivamente dell’Erasmus, unendo una vecchia idea (quella di creare un sito per raccogliere le testimonianze degli ex Erasmus) a un progetto di PlanetErasmus.
Tra pochi giorni dettaglierò a fondo, stiamo definendo le ultime cose.
Mentre scartabellavo tra gli appunti della tesi, vecchie interviste e volumi di antropologia impolverati mi sono tornate in mente (come dice Alex Britti) alcune osservazioni fatte all’epoca – 2005 – che oggi, legate ai fatti delle ultime settimane, acquistano un valore ‘particolare’.

A proposito della percezione di sè e del proprio Paese d’origine annotavo la comprensibile apprensione di mia madre che per tutta la durata dell’Erasmus ha continuato a chiedermi se ad Alicante vendessero fragole, broccoli e arance. Alla mia risposta affermativa ribatteva: ‘Eh, ma non sono come da noi!’
Senz’altro si trattava di frutta e verdura ‘diversa’, buona uguale però.

Adesso chi lo dice agli alicantini e al resto del mondo che la produzione agricola campana è seriamente minacciata dall’incapacità di raccogliere e smaltire i rifiuti?
Anche la spazzatura riflette e comunica un’idea di civiltà, o la sua assoluta mancanza (‘basura es cultura’ direbbero in terra iberica).
Mi toccherà cambiare fruttivendolo?

Torniamo, almeno virtualmente, in terra iberica segnalando il sito web di una televisione: la ‘cuatro‘.
Ebbene sì, la tv esiste – e resiste – ancora, almeno in Spagna.

La cuatro nasce nel 2005 dalla riconversione delle frequenze criptate di Canal+, trasmette in chiaro e deve la sua fama (e il crescente share) alla trasmissione dei mondiali di calcio 2006. Oltre ai serial americani (House, Streghe, Friends, Alias, Grey’s Anatomy…), cartoni animati, film e telegiornali, produce e manda in onda documentari e inchieste giornalistiche che rai3 – Report a parte – si sogna.

Come dice Fassino-Marcorè: “Stato civile?”, “La Spagna”.

Tutta la parte grafica è molto semplice, ben curata e veramente efficace: rosso su fondo bianco, olè!

++ cuatro.com ++
++ cuatro su wikipedia ++

cuatro