Dato che in questi giorni si parla molto di calcio, approfitto di una segnalazione ‘di parte’ (chiaramente juventina) per parlare del sito della signora d’Italia: Juventus.com.

Il sito è molto molto sobrio, si vede che sono torinesi: bianco e nero e una spruzzata d’oro (una volta a Torino c’era la capitale del regno), notizie aggiornate in tempo reale, interviste ai calciatori, sponsorizzazioni benefiche e quant’altro (più tutte le cose destinate ai tifosi: area riservata, shopping…).

La parte che illustra la storia del club è realizzata in flash, non è troppo macchinosa e si integra perfettamente nella struttura del sito. Dimostrazione che un uso moderato di flash può essere gradevole e funzionale (sull’uso immoderato di flash, a meno che non generi capolavori grafici sbrilluccicosi, parleremo in separata sede).

Intanto buona visita.

++ juventus.com ++

juventus

Ho colpevolmente saltato l’amichevole di ieri sera tra la nazionale italiana e quella spagnola, finita 1 a 0 per noi, anzi no per loro.

A mio fratello che mi chiedeva per chi tifavo ho risposto con un improbabile: “tanto non vale, è un amichevole”.

In questi casi che si fa? Chi ha una patria ‘adottiva’ che preferisce per molti aspetti a quella d’origine (sarà la congiuntura economica o la monezza) da che parte sta? Il tifo rivela sentimenti d’appartenenza più o meno nobili.

Per fortuna a me piace il basket.

Sentivo di sfuggita al telegiornale qualche giorno fa che l’Italia ‘pallonara’ stava per spostarsi ad Alicante per giocare la partita del 26 marzo con la Spagna, sempre quella del pallone.

Sfortuna vuole che Alicante sia provvista di uno stadio di calcio piccoletto. Ha invece una bella Plaza de Toros, dove giocò perfino un certo signor Nadal, all’epoca tennista semi-sconosciuto anche in Spagna (era il 2004 o giù di lì), naturalmente senza tori nell’arena.

Sicchè si giocherà nello stadio Manuel Martínez Valero di Elche, che dista qualche chilometro da Alicante ed è famosa per avere uno dei più grandi e antichi palmeti del continente: il Palmeral, considerato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Che vinca il migliore, sperando che non piova: da quelle parti o c’è un sole cocente o il diluvio universale.

palmeral elche

Foto di poca-traca da flickr.com