A San Marco di Castellabate (Agropoli) la ‘storica’ spiaggia del Pozzillo ha la bandiera blu: ormai quasi tutte le spiagge campane più pulite e protette sono nel Cilento.

L’unica insenatura che conserva la bandierina blu del 2008 è Positano: la ‘divina’ costiera amalfitana soffre le orde di turisti della domenica (e non solo), la scarsa pulizia (monnezza e i soliti disservizi: qualche settimana fa si è rotto un depuratore) e prezzi folli.

Sicchè non fate come Cristo che si è fermato a Eboli ma spostatevi un po’ più a sud: pinne e maschera per godere dei fondali di San Marco (ci sono ancora i ricci) e fichi d’india quando uscite dall’acqua (più fichi ‘tradizionali’, se riuscite a trovarli).

san marco di castellabate
san marco di castellabate - il mare
san marco di castellabate
san marco di castellabate - panorama
san marco di castellabate
san marco di castellabate - il porto
san marco di castellabate
san marco di castellabate - spiaggia del pozzillo
san marco di castellabate
san marco di castellabate - chiesa

San Sebastiàn (o Donostia, per gli amici, in euskera) è una ridente località dei Paesi Baschi (e anche se Bilbao rimane la mia preferita molti sostengono che San Sebastiàn ha quell’area ‘francese’ che la rende più suggestiva).

In ogni caso di motivi per ridere ne ha a bizzeffe: spiaggia che affaccia sull’oceano (ne ha addirittura tre), architettura magnifica (chiese, case, ponti, centro storico e strutture sportive…), cucina generosa, ‘sansebastianesi’ molto accoglienti e paradiso dei surfisti (quelli veri con la tavola da surf, non gli internauti). E’ considerata la località balneare più chic di tutta la Spagna (sarà che si trova a pochi chilometri dalla francese Biarritz).

Da non perdere il ‘Peine del viento’ dello scultore Chillida: forme avveniristiche e un singolare sistema di ventilazione artificiale che ‘spara’ fortissimi getti d’aria da un paio di fessure nel granito (sembra complicato ma non lo è) e una passeggiata in notturna per le stradine del centro, il lungomare e i ponti più vicini alla spiaggia. A Ferragosto c’è la Semana grande, una settimana intera di festeggiamenti.

san sebastian spiaggia
San Sebastian | Donostia - spiaggia

Come arrivare ……………………………………………………….
Io sono arrivata a San Sebastian in auto nel tardo pomeriggio, partendo di mattina da Bilbao e facendo diverse soste: Mungia, Bermeo, Baikio (per vedere l’ermita di San Juan di Gaztelugatxe) e Guernika (proprio la città distrutta dai bombardamenti e resa celebre da Picasso nell’omonimo dipinto). Da Bilbao a San Sebastian ci sono circa 100 chilometri via autostrada. Qualche chilometro in più se si fa il percorso lunga la costa, più suggestivo: Bilbao-San Sebastian (mappa su google).

Dove dormire ……………………………………………………….
Basta chiedere a un surfista mentre torna a casa! Quello che abbiamo fermato noi ci ha detto che due strade più giù c’erano un paio di pensioni. Siamo andati alla Pensiòn Anorga (25 € a notte, a persona, in doppia con bagno in camera e propietaria gentilissima).

Dove mangiare …………………………………………………….
In qualsiasi localino che attiri l’attenzione della vista e dell’olfatto. Anche il palato sarà soddisfatto. I bar di tapas del centro storico sono i migliori.

san sebastian don chischiotte
San Sebastian | Donostia - Don Chischiotte

++ sito ufficiale di Donostia San Sebastiàn (spagnolo, euskera, francese, inglese) ++
++ Donostia San Sebastiàn (su wikipedia, in italiano) ++

C’è una canzone di Alex Britti, grande chitarrista con la faccia da dinosauro, che sembra scritta da un Erasmus appena tornato da Parigi (ma anche da Oslo, Camerino o Bilbao: piatti tipici a parte).
Si intitola Tornano in mente, chiudeva la mia discussione sulla tesi all’università (non fate commenti sarcastici, please…).

I primi 30 secondi di Tornano in mente da last.fm: http://www.lastfm.it/music/Alex+Britti/_/Tornano+in+mente

Il testo di Tornano in mente:

Parigi era di un bello devastante ed io troppo giovane e testardo,
un fascino accogliente e un pò ammaliante
io ero gia lì, ma ancora distante.

Il grigio che spegneva un pò i colori, l’arte raccontava i suoi dolori
il cibo saporito e coloniale, in mezzo a tanto freddo qualcosa di normale,
i viali coi colori degli artisti e le passeggiate interminabili
momenti a volte belli, a volte tristi sono ancora dentro incancellabili.

E tornano in mente cose di tanti anni fa
ti sembrerà niente però vuol dire che qualcosa ci sta.
Tornano in mente amici di tanto tempo fa
e tutta la gente che ho conosciuto in qualche modo tornerà.
Continue reading “Erasmus, ex Erasmus e cose che tornano in mente”

Il Vittoriano è sicuramente uno dei monumenti romani che mi piacciono di meno. Troppo bianco, troppo finto greco: sembra una di quelle case americane con le colonne doriche, finte pure quelle.

Ma visto di lato, rosa per il tramonto, tra due tronchi e un lampione è quasi bello, col cavaliere solitario, il tricolore  e le vittorie alate sotto la gru.

Roma, il Vittoriano
Roma, il Vittoriano

In alcuni casi la nuda cronaca è più efficace di arzigogolate argomentazioni.

Lunedì 23 giugno 2008, partenza dalla stazione di Milano centrale alle ore 10 in perfetto orario. Sosta a Bologna con qualche minuto di ritardo, a Firenze con 20 minuti di ritardo e a Roma con un altro po’ di ritardo e problemi di aria condizionata. L’ultima fermata è Napoli centrale, l’arrivo è previsto alle 16 e 09.

Ma alle 16 il treno, numero 9433 AV – che sta per Alta Velocità, almeno nelle intenzioni – si ferma a un passo da Cassino, su un ponte in piena campagna. Nessuna comunicazione dal capotreno. Dopo ordinate lamentele ci avvisano che alle 17 arriverà un treno a sostituire il 9433, che si deve essere rotto. In molte carrozze salta definitivamente l’aria condizionata.

Arrivano alla spicciolata una camionetta della polizia che si ferma sul ciglio della strada limitandosi ad armeggiare coi telefonini. Il capotreno chiede se c’è un medico sul treno. L’ambulanza viene chiamata in (colpevole?) ritardo: in 3 si sentono male e vengono trasportati in ospedale.

Passa un ora. Arrivano delle bottigliette d’acqua (poche), la tv e i vigili del fuoco. L’altro treno? No, non arriva. Lamentele non più ordinate, c’è molto caldo, molti anziani e un bel po’ di bambini. Alle 19 arriva il nuovo treno più una quantità industriale e ormai inutile di bottigliette d’acqua. Si arriva alle 21 alla stazione di Napoli, tutte le coincidenze saltate e, francamente, non mi ricordo più se Trenitalia, Ferrovie dello Stato o come si chiama adesso, si sia scusata per l’ormai ordinario ritardo.

Prossima volta a piedi o in aereo. Grazie.

Da oggi (29 febbraio) fino al 3 marzo si tiene a Roma, nel nuovo polo fieristico, Parklife 2008. Appuntamento annuale dedicato alle esperienze di tutela della biodiversità, di gestione del territorio e turismo sostenibile.

Se siete a Roma, amate la natura e vi avanzano 9 euro fateci un salto. Si parla di parchi naturali, turismo verde, trekking, arrampicata sportiva, sci, tradizioni locali e cultura enogastronomica. Il tutto con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, WWF e Legambiente.Il sito della manifestazione è ricco di informazioni, ben organizzato e con una grafica molto ‘pulita’: il verde fa ecologico, ça va sans dire. Molto originale l’idea dell’omino ‘foderato’ di prati verdi e acque cristalline che campeggia (si sprecano le battute, oggi) in home page.

Buona visita.

++ Parklife 2008 ++

parklife 2008 ambiente

Il nome incute un certo terrore, che non è niente paragonato ai 231 scalini che bisogna salire per arrivare alla chiesa di San Giovanni (San Juan).
La rocca di San Juan di Gaztelugatxe, unita alla terraferma da un ponte, fa parte del comune di Bermeo, Paesi Baschi. Il nome dovrebbe significare ‘rocca del castello’ o ‘castello malvagio’, a voi la scelta.

L’ermita (eremo) di San Juan all’interno sembra un vecchio vascello ma quello che stupisce è il panorama che si vede dall’alto: il ponte, l’isolotto di Aketze, la spiaggia. Depredata dai pirati di Francis Drake, usata nel Medio Evo per rinchiuderci le streghe oggi – così dicono – è meta di pellegrinaggi di donne che chiedono a San Giovanni la fertilità, i pescatori ci girano intorno più volte per propiziarsi una pesca abbondante, chi ha problemi di calli cerca di far le scale mettendo i piedi esattamente dove ci sono le impronte del Santo e chi soffre di mal di testa lascia fazzoletti e cappelli sperando di cacciar via il dolore.

Se state bene potete tuttavia suonare tre volte la campanella davanti la chiesetta e esprimere un desiderio.

Si sconsiglia la visita in piena estate quando è meta di orde di turisti, e anche quella in pieno inverno perchè ci soffia un vento poderoso. Qualche chilometro più in là c’è la spiaggia di Bakio, veramente molto bella, e il suggestivo centro storico di Bermeo.

++ San Juan de Gaztelugatxe (su wikipedia, in spagnolo) ++
++ Bermeo (in euskera e spagnolo) ++

san juan paesi baschi

Continue reading “Viaggi fuori dai paraggi -> San Juan de Gaztelugatxe (Paesi Baschi, Spagna)”

Bilbao (o Bilbo come dicono in euskara) è una splendida città post industriale che ha saputo costruire, attorno al famoso museo Guggenheim (quello che sembra una lattina schiacciata, per intenderci) una nuova identità.

Meta turistica, centro culturale tra i più attivi di tutta la Spagna, rete modernissima di tram e metro, migliaia di biciclette, cucina tipica generosa, vita notturna animata, persone ospitali e amabilissime, città universitaria: ci metterete 3 giorni – permanenza minima consigliata – per darmi ragione su tutti i fronti.

Un giorno intero lo passerete dentro la ‘lattina’ e nei suoi immediati dintorni: il Guggenheim di Frank O. Gehry con le sue installazioni permanenti (il ragno Mamà di Louis Burgeois, i Tulipani coloratissimi di Jeff Koons e il suo Puppy – l’orsetto fiorito-, la Nebbia di Fujiko Nakaya…) l’architettura degli interni e le esposizioni temporanee valgono da sole il viaggio.

Però c’è la vecchia Bilbao, con le sue 5 stradine strette strette, le belle piazze, il mercato, il comune e la Ria – il fiume – che meritano un’approfondita visita. Per non parlare dei ponti e della loro luce magica in notturna. Poi fermatevi spesso per assaggiare i famosi ‘pintxos’, il baccalà e altre pietanze che potranno sembrare misteriose ma sono quasi sempre buonissime.

Se andate all’ufficio di informazioni turistiche di Arriaga – quello che sta proprio all’inizio della città vecchia, alle spalle del teatro Arriaga, a due passi dal fiume – potete approfittare delle biciclette che fittano ai turisti.
E’ proprio il caso di dire: ‘Gora Bilbo!’ (Viva Bilbao!) lo scrivono anche sulle finestre dei bar.

Come arrivare ……………………………………………………………….
Dipende da dove si parte. C’è un areoporto servito da molti voli low cost. Se siete già a Madrid la soluzione migliore è affittare una macchina: sono quasi 400 chilometri, in 4 ore siete a destinazione, le autostrade spagnole sono perennemente deserte.
Dove dormire ………………………………………………………………..
Le sistemazioni nella zona centrale della città sono le più convenienti: Bilbao si può vedere tutta a piedi, al limite in bicicletta. Tra la stazione e il teatro Arriaga – a due passi dall’ufficio turistico – c’è la Pensiòn Bilbao (25 € a persona in doppia, con bagno in camera), ma tutto il centro è pieno di alberghi e pensioni.
Dove mangiare ………………………………………………………………
Sarebbe più corretto dire ‘dove non mangiare’. Bar e locali vi ispireranno a partire dalla mattina, con la classica colazione dolce e con quella salata (ideale per uno spuntino alle 11) e durante tutta la giornata qualche passante alle prese con i ‘pinxtos’ vi farà venire il desiderio di assaggiare tutto l’assaggiabile.

museo guggenheim bilbao

++ Sito ufficiale di Bilbao (in spagnolo e inglese, oltre che in euskera) ++
++ Portale dei Paesi Baschi (spagnolo, inglese, tedesco, francese e euskera) ++
++ Museo Guggenheim Bilbao (inglese, francese, spagnolo e esuskera) ++
++ Bilbao su wikipedia (in spagnolo, la voce in italiano è un po’ misera) ++ Continue reading “Viaggi fuori dai paraggi -> Bilbao (Paesi Baschi, Spagna)”