imperfezione ritratto bn

Non amo la perfezione.

Mi piace che la vita si intrometta a sporcare qualsiasi tentativo di renderla ferma, liscia, praticamente perfetta.

Mi piace che in una canzone si sentano le voci dello studio di registrazione in sottofondo qualche secondo prima che cominci o finisca il brano, il rumore ovattato del pedale che si abbassa sotto il piano, il direttore che chiama i cori a intervenire.

Mi piace che una foto non sia perfettamente a fuoco, ben bilanciata o con i punti chiave in sezione aurea; mi piace che sia storta, sghemba e che l’inquadratura non contenga per intero il soggetto che si pretende di immortalare; che occhi, mani e piedi non si facciano intrappolare dall’obiettivo.

Mi piace che in un video si sentano i rumori “d’ambiente”, si veda gente che passa indaffarata a fare altro mentre chi è in primo piano non fissa in camera ma guarda altrove, rifiutando di dare occhi e anima a una macchina come fosse un fantoccio, una maschera, un presentatore imbolsito ipnotizzato dalla lucina rossa.

Mi piace che in un piatto manchi qualcosa, che ci sia un sapore slegato dagli altri, che sia sempre possibile migliorarlo aggiungendo o togliendo un ingrediente.

Amo che le cose si vedano per come sono: imperfette e meravigliosamente umane.

ritratto_bn

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità”.
Montale

Da quando abbiamo il digitale terreste abbiamo smesso di guardare la tv. Infatti si vedono solo i canali per bambini e siamo fuori target giusto di qualche annetto.

Sicché ci siamo convertiti al cinema, più precisamente al cinema casalingo. E come districarsi fra le millemila pellicole da visionare? Fortuna che c’è MYmovies.it: tutte le trame di tutti i film girati dai tempi dei fratelli Lumière ai giorni nostri; le recensioni dei critici e dei lettori; le biografie di tutti gli attori dai tempi di Shakespeare a dopodomani; video, foto e interviste; le anticipazioni e i trailer delle pellicole che si vedranno nel 2010, 2011, 2012…

Insomma, il paradiso dei cinefili (o dei cinofili?). Altro che wikipedia: testo stringato e una miserrima fotografia quando va bene.
E, naturalmente: bella grafica, con la pubblicità che si integra alla perfezione con la struttura del sito, community, mymonetro, concorsi e quant’altro.

++ MYmovies.it ++

mymovies

Limoni e mozzarella?!? Ok, l’accostamento può sembrare azzardato. Infatti la ricetta non è mia ma di un inglese di passaggio da queste parti: Jamie Oliver (Great Italian Escape – Amalfi), e se non fosse il mio cuoco preferito non avrei tentato di sperimentarla a casuccia, la vigilia di Natale per giunta, infilandola nell’unico spazietto disponibile del menu tradizionale.

Ingredienti per 12 persone

  • 4 limoni (rigorosamente non trattati); una mozzarella di bufala; 3 pomodorini; foglie di menta, alloro e limone; sale e pepe.

limoni ripieni di mozzarella

Continue reading “Limoni d’Amalfi ripieni di mozzarella di bufala”

Ho mangiato la foglia. O, meglio, la mela.
Infatti, dopo un lungo – anche se non esclusivo – uso di PC con sistema operativo Windows sono passata al Mac. E mi si è subito aperto il meraviglioso mondo dei Mac.

Non vorrei trasformarmi in una fanatica della Mela, nè vi consiglio di convertivi seduta stante ai prodotti del caro Steve Jobs (d’altra parte penso tutto il male possibile dell’i-Pod…).

Ma se dovete comprare un computer nuovo, prima leggete qui: Un Mac è sempre meglio di un PC?

Tornando a noi, va da sè – è inutile pure segnalarlo – che il sito della Apple è ‘strabello’ e i video sono utilissimi (da quelli che spiegano come passare al Mac a quelli dove gli ingegneri e i designer ti fanno vedere come li costruiscono in fabbrica).

++ Apple -Mac ++

Segnalazione statunitense, ovvero ‘gli americani lo fanno meglio’. House MD è la serie televisiva che va per la maggiore, si dice perchè il protagonista è cattivo. Era ora di metter fine al buonismo tipico di certa televisione.

Scritta bene (zeppa di riferimenti alla filosofia e alla letteratura classica) e recitata ancor meglio (da segnalare che il Dottor House, il protagonista –  l’inglese Hugh Laurie – finge una zoppicatura  e un accento americano perfetti) ha un sito ufficiale bello. Ma proprio bello, soprattutto se confrontato con quello italiano (e sui siti Mediaset è molto meglio tacere).

Sicchè se masticate un po’ di inglese – o un po’ di pasticche, per stare in argomento – vale la pena farci un salto: grafica eccellente, ottimi contenuti, interattività, community e quant’altro.

++ House MD ++

house

Se siete esperti di fotografia, grafica, web e video o semplici curiosi o gente di passaggio a Roma il 28 ottobre potete approfittare di due eventi – due, dico due! – zeppi di professionisti della grafica, stampatori e varia umanità. E di corsi e seminari in quantità.

Il Creativity Day, dove potete provare a vincere una sbrilluccicante tavoletta grafica, e Creare>Stampare che quest’anno ha 3 parole chiave: ottimizzare, collaborare, rinnovarsi.

Venghino, siori, venghino! O – se non siete a Roma – vadino, siori, vadino!

++ Creativity Day ++
++ Creare>Stampare ++

creare_stampare_roma_ottobre

Il nostro idolo, Tiziano Ferro, Tizzy per le fan, non contento di farci scervellare sul probabile (o improbabile) significato delle sue canzoni ha pensato di aumentare il grado di difficoltà d’interpretazione dei suoi testi.

Primo: ha tradotto Indietro in inglese (e non vi dico cosa diventano i versi  ‘Ricevo il tuo contrordine speciale. / Nemico della logica morale. / Opposto della fisica normale). Secondo: ha deciso di pronunciare la lingua del Bardo come se abitasse ancora a Latina e non – udite, udite – a Londra. Si vede che la full immersion in Inghilterra non serve a molto.

Vi invito a sentire il ritornello: quel ‘breathe gentle, be gentle trasformatosi in un più mediterraneo ‘Vincenzo, Vincenzo’.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=UIE3xFbNFKY&hl=it&fs=1&]

Però, in fondo, gli vogliamo bene. A Tiziano e a Vincenzo in egual misura.

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile trovare nei testi di Tiziano Ferro un significato letterale facilmente intuibile (leggi il post Ed ero contentissimo, dice Tiziano Ferro. Ma perche’? e le obiezioni che mi hanno mosso i fan di ‘Tizzy’, in modo insolitamente gentile ed educato.)

Ma il nostro Tiziano non si ferma ai testi e gira sovente videoclip altrettanto oscuri. Sicche’ oggi ci esercitiamo con il video di ‘E fuori e’ buio‘, provando ad applicare le care vecchie tecniche semiotiche al video del buon Ferro (tra parentesi: la semiotica è la disciplina che studia i segni e definisce i processi di comunicazione e i sistemi di interpretazione; usarla con prodotto tipico della cultura pop non è meno nobile che applicarla alla Divina Commedia).

Che cosa ci fa vedere il video? Un Tiziano Ferro che gira come un disperato nelle stanze della villa di George Clooney sul lago di Como (o in quella di un vicino altrettanto sborone). Lei non c’e’ piu’, compare solo nelle vecchie foto e nei filmati che ritraggono la coppia felice di un tempo e truccata da Marilyn Manson (da vampira?) nei minuti finali mentre succhia il sangue dal collo del povero Tiziano che, in un momento di lucidita’, esce di casa e si salva: i vampiri, infatti, non sopportano la luce del giorno. Fine.

La trama e’ la solita: lei ha lasciato lui e lui si dispera. Finche’ non realizza che e’ stato un bene: lei lo stava ‘metaforicamente’ uccidendo. La classica storia finita male.

Tutto molto lineare e, anche, piuttosto banale (almeno per chi e’ nato negli anni ottanta e si e’ sorbito qualche film del terrore, il conte Dracula, Thriller di Jacko, il pulp, la saga di Blade, etc, etc…). D’altra parte e’ un segno tipico della cultura pop giocare con gli stereotipi e volgarizzare vecchi miti.

E, allora, qual e’ il problema? Il solito: e’ che il significato del video proprio non lo si capisce (infatti a me, nonostante la semiotica e la ‘pop-culture’ me l’han dovuto spiegare).

Quanto rimpiango i bei film muti di una volta.

Sembra che il giornalismo partecipativo (o citizen journalism: il giornalismo fatto dai cittadini) stia prendendo piede anche in Italia.

Su YouReporter.it chiunque – armato di cellulare, fotocamera o videocamera – può caricare filmati e foto per raccontare una notizia. Molte vengono poi riprese da tv e media tradizionali. Una bella iniziativa.

YouReporter.it
YouReporter.it

Avevamo già segnalato Grafici al bivio di Davide Vasta in qualche post precedente. Davide ha fatto del passaggio da Freehand a Illustrator una missione. Non è che tutti possono abolire l’Ici.

Sicchè, se a maggio avete perso il seminario on line che ho seguito insieme a un altro centinaio di atei da evangelizzare, potete approfittare della video-presentazione su youtube e del sito dedicato al libro.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=lZJc7WUKnBg&e]

++ Grafici al bivio di Davide Vasta ++