Mi è arrivata segnalazione virtuale di un evento reale: Arrivano i guru, ovvero un tour in 8 città italiane che porterà a spasso per la penisola esperti di web, immagini digitali, design…

Se non vi bastano libri e corsi multimediali e preferite il caro vecchio contatto diretto alla virtualità del digitale questa è l’occasione che fa per voi.

L’evento, totalmente gratuito, si svolgerà di venerdì o sabato mattina a partire dal 14 giugno: intervengono 4 Adobe|Guru, Claudio Marconato, Marianna Santoni, Tiziano Fruet e Davide Vasta nelle città di Napoli, Bari, Roma, Catania, Torino e Udine, con la partecipazione speciale nelle tappe di Milano e Bologna di Mauro Boscarol.

Vi rimando al sito per maggiori informazioni.

++ Arrivano i guru ++

arrivano i guru

Per qualche oscuro mistero gli Erasmus italiani all’estero non possono votare alle elezioni di domenica 13 e lunedì 14 aprile.

I professori possono votare, i ricercatori pure ma gli studenti no, a meno che non tornino a casa a proprie spese. In attesa che il legislatore colmi l’ennesima regola bislacca del Belpaese, consoliamo i 16.000 studenti Erasmus di quest’anno (studente più, studente meno) con un breve elenco dei vantaggi del “non voto” dall’estero, ovvero gli aspetti ‘positivi’ che perdono insieme al diritto di voto:

  1. i dibattiti politici, ovvero la ridicola sfilata dei 18 candidati premier su rai2: un ora per ogni candidato, rigorosamente da solo, intervistato secondo l’uso italico (intervista=monologo) da 4 giornalisti non meglio identificati.
  2. il tormentone “schede elettorali stampate male”, ovvero come e perchè gli italiani non sono più in grado di fare una ‘x’ per esprimere la preferenza (naturalmente tutti tacciono sul fatto che questo sistema elettorale impedisce di scegliere il candidato preferito, lasciando ai partiti l’onore e l’onere di decidere chi andrà in parlamento).
  3. le battute da avanspettacolo, dal ‘perchè non ti sposi un milionario’ in giù.
  4. il tormentone Alitalia, ovvero piuttosto che vendere ai maledetti francesi preferiamo chiudere e andare a piedi.
  5. i manifesti elettorali e relative versioni taroccate.
  6. l’incredibile progressione delle promesse elettorali, della serie: se voti per me ti faccio milionario e/o papa e/o calciatore e/o vincitore del grande fratello, ovvero quello che vuoi in cambio di un voto (anche qui tacendo sui voti di scambio, i voti venduti a tot euro…).

Potrei anche continuare ma desisto. Io sono fortunata perchè posso esercitare il mio diritto democratico, anche se mi sto turando il naso da un mesetto sperando che questa sia l’ultima volta che vado a votare scegliendo il meno peggio.

elezioni 2008

Ieri sera ho scoperto con grande piacere (ridendo molto) che non sono l’unica a non capire le canzoni di Tiziano Ferro.

E’ tornata la Gialappa’s, almeno il martedì
c’è qualcosa da vedere a parte i dibattiti politici: tra un po’ promettono un castello in Baviera a ogni pensionato e un erede della casa reale per ogni precario (già fatto?!?).

Per chi l’avesse perso per fortuna c’è youtube:

[youtube=http://youtube.com/watch?v=USX0FYbjlUE]

A parte le facili ironie si può partire dall’ultimo festival di San Remo per fare un paio di considerazioni sul presente, e sul futuro, della cara vecchia tv generalista. Sopravvissuta (quasi) indenne all’attacco di radio e cinema, la televisione sembra soffrire la concorrenza di internet molto più degli altri mezzi di comunicazione di massa.

Se Spike Lee invita i registi a girare film destinati esclusivamente alla rete e la radio approfitta delle nuove tecnologie per rafforzare il suo rapporto con il pubblico, l’apparecchio televisivo non fa che lamentarsi del calo di ascolti. Andrà sempre peggio: la tv prevede un fruitore passivo che non decide cosa vedere, come e quando. La rete permette invece la massima autonomia dell’utente nella scelta e nella fruizione dei contenuti. Di più: può partecipare attivamente alla creazione dei video.

Bisogna solo aspettare che aumenti un po’ la diffusione e l’utilizzo di internet e pc, poi per la casalinga di Voghera saranno tempi duri. Ma non è il caso di deprimersi: la rete si sta sostituendo alla tv anche come memoria storica.

L’iniziativa ‘Il mio paese 2.0‘ prosegue idealmente il filone dei documentari e delle inchieste ormai abbandonate dalla televisione.

++ Babelgum (global internet television network) ++
++ Il mio paese 2.0 ++