Come uscire dalla crisi, economica e morale, in cui versa la nostra amata (!) penisola? La domanda non è così filosofica come sembra.

Che si può fare, a parte lamentarsi che il petrolio è alle stelle, non esistono più le mezze stagioni e la classe politica è anziana e corrotta?

Le soluzioni sono 2:

  1. andare all’estero e tornare solo per far scorta di mozzarelle;
  2. bypassare le doglianze pubbliche e private e fare qualcosa, una qualsiasi cosa, piccola, media, grande ma che abbia un respiro un po’ più ampio del nostro: partecipazione, come diceva Gaber.

Sicchè se siete giovani, armati di belle speranze e spirito d’iniziativa e avete 5 minuti di tempo libero a settimana – calcetto, piscina, inglese, parenti e fidanzati permettendo – potete raggiungerci qui: europeme.ning.com

Ning è un social network, uno spazio virtuale dedicato agli argomenti più diversi. Noi useremo la community di Ning per decidere i contenuti di EuropeME, portale dedicato all’eurogeneration, a chi sta facendo l’Erasmus, a chi vive all’estero, viaggia, studia, lavora…

Riusciremo con internet
, usata seguendo i principi del web 2.0 (trasparenza, interattività, partecipazione, accesso libero, relazioni sociali…) e l’Erasmus a salvare il mondo?
Magari no, però almeno ci avremmo provato.

Post di servizio. Da oggi tutte le notizie sull’Erasmus troveranno spazio su EuropeME, nuovo progetto sull’integrazione europea sostenuto da PlanetErasmus. Il portale è in fase di costruzione.

Breve descrizione di EuropeME: una squadra di inviati in giro per l’Europa avrà il compito di investigare direttamente sul campo e raccogliere informazioni nelle diverse città ed università europee. I dati raccolti saranno divisi in 5 sezioni:

  • Erasmus in Campus: la vita universitaria descritta in tutte le fasi, dalla preparazione nella propria università all’arrivo e ambientazione nell’università ospite, dalla scelta dei corsi ai rapporti con colleghi e professori, all’apprendimento linguistico e al rientro nei paesi d’origine con la convalida degli esami sostenuti all’estero;
  • Erasmus Forever: l’esperienza individuale degli Erasmus raccontata attraverso motivazioni, aspettative, problemi di adattamento iniziali e depressioni post-Erasmus finali, giudizi e consigli;
  • Erasmus Life: la condivisione del quotidiano, la nascita di comunità, stili di vita e abitudini diverse ma compatibili, momenti positivi e negativi dell’esperienza condivisa;
  • Erasmus Country: grado di conoscenza e integrazione nel paese ospite, mobilità in Europa durante l’Erasmus e dopo, chi torna temporaneamente all’estero e chi vi si stabilisce in via definitiva;
  • Erasmus Info: informazioni ufficiali sull’Erasmus, materiali prodotti dall’UE e dalle università, inchieste e documentari pubblicati dai media locali.

++ EuropeME Made in Erasmus ++

europeme made in erasmus

Cafebabel, rivista europea internettiana, si è rifatta il trucco: è on line da una settimana con una nuova veste grafica, maggiore partecipazione degli utenti,  tag, blog e web 2.0 come se piovesse.

A sinistra gli articoli e i dossier scritti dalla redazione e a destra i commenti e gli interventi degli utenti. Bei colori, layout ordinato e funzionale.
Segnalo lo speciale sull’Eurogenerazione (meglio conosciuta come Eurogeneration) e l’intervista a Craig  David.

Buona visione e buona lettura multilingue.

++ Cafebabel ++

cafebabel

Leggo, questa volta in spagnolo, un vecchio articolo su REDES, Rivista spagnola per l’analisi delle reti sociali, di Ainhoa de Federico de la Rúa che sembra scritto ieri (ma anche oggi): La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus (La dinamica delle reti di amicizia. La scelta degli amici durante il programma Erasmus).

Come si formano le amicizie? In primo luogo le persone amano avere amici ed è logico: gli amici sono una fonte importante d’identità, sanno ‘chi siamo realmente’ e ci accettano così come siamo. Poi rendono la nostra vita più piacevole e più facile: condividono le nostre idee e le nostre passioni, ci aiutano nei piccoli problemi quotidiani e durante i momenti di crisi esistenziale. Però le amicizie, per quanto magiche, speciali e personali possano sembrare, si formano in contesti sociali e sono soggette a norme e modelli specifici…”.

Dopo una piacevole introduzione sull’amicizia si passa all’analisi delle reti di conoscenti e amici costruite da 103 studenti Erasmus, provenienti da 10 paesi differenti, nell’università di Lille (anno 1995: un secolo fa, è il caso di dirlo).

Conclusioni? Gli Erasmus preferiscono gli Erasmus: tra gli amici più stretti raramente figurano studenti locali, essendo l’elemento di alterità (essere stranieri) prevalente rispetto a qualsiasi altro fattore. Suggerimento pratico dell’autrice: sistemare gli Erasmus in residenze studentesche e/o appartamenti (anche) con gli autoctoni. Sono perfettamente d’accordo.

Ma dov’era tutto questo materiale quando mi serviva per la tesi? Misteri della documentazione e di Internet.

++ La dinámica de las redes de amistad. La elección de amigos en el programa Erasmus su REDES ++

Leggo su Cosmopolis un interessante intervento sul progetto Erasmus: “Il programma Erasmus: significati e sviluppi” di Luca Raffini e Luca Alteri.

Se andate di fretta saltate il paragrafo iniziale e andate direttamente alla sezione “L’Erasmus in Italia”, dove gli autori analizzano i flussi degli studenti in partenza e in arrivo dai paesi europei più grandi arrivando alla conclusione (prevedibile?) di un’Europa a due velocità: paesi centrali nella geografia dei flussi Erasmus (Francia, Germania e Spagna) e paesi periferici (Inghilterra e Italia).

In particolare l’Italia è il paese che ha il più forte squilibrio nell’invio e ricezione di studenti Erasmus e la nazione che perde rapidamente prestigio e “appeal” nei confronti dei giovani studenti europei. Il problema non è solo turistico, come sostengono – preoccupati – gli autori, ma antropologico: può l’Italia, storicamente in prima linea con Francia e Germania per la costruzione dell’UE, farsi superare dalla Spagna andando ad affiancare gli inglesi, i più euroscettici del vecchio continente?

Direi che è il caso di preoccuparsi. Facendo della facile ironia, ma veramente facile, oserei dire: rialzati università! Prima che sia troppo tardi.

++ Il programma Erasmus: significati e sviluppi su Cosmopolis ++

Oggi, 23 aprile 2008, è la giornata mondiale del libro. Sia Shakespeare che Cervantes morirono quest'(in)fausto giorno. Se siete a Madrid e comprate un libro vi regalano una rosa.

Siccome siamo in rete e ci risulta scomodo regalare rose ai lettori, celebriamo la ricorrenza intervistando Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus (e adesso cosa fai?), pubblicato da Aliberti.

Cominciamo dalle curiosità personali: quando, come e dove ti sei imbattuto per la prima volta nel progetto Erasmus?
Nel 1998, a Nizza, dove studiavo. Ero al primo anno di università e ho incontrato dei ragazzi italiani che stavano vivendo questa esperienza. Lì è cambiata la mia vita. Personalmente non sono mai stato un Erasmus ufficiale, nel senso che non ho mai avuto una borsa di studio per andare all’estero, ma durante la ricerca tesi per la laurea a Genova ho potuto trascorrere 9 mesi a Southampton nel 2003 come visitor (Erasmus senza borsa). In ogni caso durante tutto il percorso di studi ho frequentato gli erasmus che venivano a Nizza o che son stati a Southampton, ecco perché penso di conoscerli un po’…

Come definiresti l’esperienza dell’Erasmus?
Incredibile, formativa, educativa. Spesso quando si parla di Erasmus si parla solo di feste e divertimenti: sbagliatissimo! Non dico che non ci siano, anzi! Ma l’Erasmus è favoloso perché permette di crescere: ci si ritrova lontani da casa senza amici, senza famiglia, senza sapere di chi ci si possa fidare, senza un passato! E poi lingua nuova, posti nuovi, culture diverse… si scoprono i valori della solidarietà, della comunione, dell’amicizia, dell’interculturalità. E’ per quello che la ritengo fondamentale per la crescita di un giovane, ma a chi non se la sentisse consiglio almeno di andare a studiare fuori sede.
Continue reading “Intervista a Davide Faraldi, autore di Generazione Erasmus”

Sul numero di marzo di Studenti magazine, il mensile cartaceo di studenti.it, c’è un’inchiesta interessante: Eurogeneration. Tutte le strade portano in Italia? Parola agli studenti Erasmus nel nostro paese. Nel dossier si delinea un ritratto dell’Italia vista (male) dagli studenti Erasmus ospiti nel belpaese: carenze organizzative e strutturali delle università, giungla degli affitti, scarsa conoscenza dell’inglese…

Segue intervista al presidente di ESN Italia e un mio breve intervento contro gli stereotipi e le leggende metropolitane che circolano sul progetto Erasmus: il più amato dagli italiani (e non solo), come direbbe la pubblicità.

Buona lettura.

++ Studenti magazine (web) ++
++ L’inchiesta: l’Italia e gli Erasmus (pdf) ++

eurogeneration_erasmus