in cucina cosa mangio cibo

Mi arrendo. Con l’età bisogna fare delle scelte. Fotografia, viaggi, giardinaggio, musica, cinema, jogging… è inutile fingere di avere interessi plurimi quando il mio chiodo fisso è solo uno e le mie giornate trascorrono cercando di rispondere nel modo più gaudente possibile alla domanda: “Oggi che mangio?“.

Che mangio oggi? Come risolvere un problema esistenziale

Racconterò la mia ossessione quotidiana per il cibo non sul lettino di un analista (almeno fino a quando non sarà previsto un aperitivo da consumare nel corso delle sedute) ma in questo spazio.

Non troppo spesso ma nelle pause tra colazione, pranzo e cena e nei momenti in cui non sono impegnata a fare la spesa al mercato, a provare locali vecchi e nuovi, a studiare abbinamenti e varianti per le cene casalinghe, a messaggiare su whatsapp col fratello cuoco, ad andare a spasso per Roma in cerca di cibo buono, a ritornare al mare e ai monti della mia infanzia per recuperare i limoni dell’orto, la colatura di alici di Cetara e il pane fatto in casa.

E, niente. Ora vado che ho le pentole sul fuoco. Per la precisione uova a chilometro zero (delle galline di mammà) e ciambotta di fine estate.

humus natura di chef presentazione

In questi giorni diverse declinazioni del numero tre (ammesso che i numeri si possano declinare…) richiamano in continuazione la mia attenzione. Sarà un caso?

Il nuovo trio della musica italiana: Fabi, Silvestri, Gazzè

In musica, il trio composto da Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè mi ha accompagnato in chiusura d’anno con due concerti. Uno a Napoli e l’altro in metro a Roma, improvvisato e ancor più gradito del primo. A inizio anno li ho visti non più dal vivo ma in video su rai3 (rieccolo!) protagonisti del bel documentario LocalEuropa – Musica valida per l’espatrio con le riprese della tournée europea de Il padrone della festa e le testimonianze degli italiani all’estero incontrati dai tre musicisti durante il tour, molti dei quali ovviamente ex Erasmus (quando si dice “corsi e ricorsi storici”…).

La trilogia “I nostri antenati” di Italo Calvino

In prosa, mi è capitato tra le mani dopo anni Il visconte dimezzato, prima parte della trilogia I nostri antenati di Calvino con Il cavaliere inesistente e Il barone rampante. Il visconte protagonista del romanzo viene diviso a metà da una palla di cannone durante una battaglia. Il visconte dimezzato rappresenta il bene e il male che c’è in ognuno di noi, l’incompletezza dell’uomo che realizza una parte di sè e non l’altra.

Il ricomincio da tre di Troisi

In poesia, perché se si tratta di Troisi mi pare questo il termine più adatto, mi è tornato in mente Ricomincio da tre in occasione dell’uscita nelle sale dell’ultimo film di Siani, credo per compensazione (con tutto l’affetto – che pure abbiamo – per Siani) o per la motivazione inoppugnabile che dovrebbe guidare la scelta del nome di qualsiasi nascituro e non solo del famoso Ugo/Massimiliano.

I tre di Humus – Natura di Chef in cucina

Ed è sulla scia di questa continua attualizzazione della trinità che presento l’ultimo progetto di cui faccio parte Humus – Natura di Chef. Anche qui siamo debitori del numero tre in più di un senso. Dapprima perché siamo in tre: c’è mio fratello Fiore, cuoco provetto. Francesca super-esperta di cosmesi naturale e non solo. E, infine, ci sono io con le mie solite passioni culinarie. Poi perché tre sono le direzioni in cui ci muoviamo: educazione alimentare, sostenibilità e recupero del territorio con le sue tradizioni. E tre sono i luoghi fisici dove si può materialmente partecipare alle attività di Humus: la sede di Cava de’ Tirreni, a pochi chilometri dalla Costiera amalfitana con la scuola di cucina e lo spazio sociale; l’orto-laboratorio in campagna, sempre a Cava e Roma, dove faccio base in questo periodo (anche se non mancano incursioni/escursioni nel resto della penisola).

humus natura di chef

Un pensiero uno e trino

Tutto questo rimuginare sul “3” mi pare un esercizio utile per riflettere, partendo dai tre esempi sopra citati, sulla scelta dei compagni di viaggio, sulle opportunità di moltiplicare punti di vista e riflessioni, sulla necessità di armonizzare timbri diversi e sui vantaggi insiti nel condividere le responsabilità dell’età adulta senza perdere in meraviglia e divertimento.

ode al vegano tu mi tuberi

.Non sono stata folgorata (almeno non del tutto) sulla via di Damasco di nostra signora delle Verzure ma sono un’adepta saltuaria della religione vegana. Non posso, però, non notare un progressivo imbarbarimento del senso civico (o una leggera flessione del senso sociale, come direbbe Gazzè) unito a un ostile accanimento in chi si ingegna per trasformare una legittima scelta alimentare in una religione, finendo col dividere come al solito NOI (i buoni) dagli ALTRI (i diversamente vegani ovvero i nuovi mostri) cercando di fare proselitismo in ogni luogo, in ogni lago e non mi ricordo più la canzone che ovviamente non è di Gazzè…

Sicché avendo addirittura sognato una specie di dibattito fra le due opposte fazioni – vegani e non -, sotto forma di rap atipico o canzonetta sincopata, mi appello al mio consueto spirito del tubero nell’augurarvi lieti sogni pieni di ogni tipo di leccornia che più vi aggrada.

Ode al vegano o rap anticircadiano o tu mi tuberi

Io sono sensibile, ho sviluppato il mio lato umano
ho più rispetto per le mucche che per un campo di grano.
S
offro anche quando vedo un vegetariano
sono integralista nel profondo
mi batte solo il fruttariano.

Però… però…
tutto il mio senso civico si concentra nel piatto.
S
gaso con il SUV con lo stereo a palla come un qualsiasi coatto.
I
nsulto i carnivori su facebook da uno smartphone di ultima generazione fabbricato non so dove e non mi interessa a quali condizioni.
M
angio formaggi e derivati in forma di insulse imitazioni.
M
i beo di coltivazioni bio magnificandone la supremazia chimica senza conoscere nemmeno la molecola di H2O.
V
edo un complotto demo-pluto-giudaico anche nel consorzio del crudo di Parma.
M
i appello a un originario veganesimo parasillogistico ed evoluzionistico:
se discendiamo dalle scimmie non dobbiamo mangiare carneeeeee!!!
(Sì, però dovremmo vivere nudi sugli alberi senza elettricità e acqua correnteeeee!!!).

Non so come fate a non impressionarvi davanti alla carneficina quotidiana di povere bestie.
Quando io passo indifferente tra barboni, poveri e malati di mente.
N
on riconosco dignità ai vegetali ma solo ai mammiferi che mi somigliano di più.
Ee non mi accusate di antropocentrismo per carità.
I
o non seguo una moda ma sono vegano fin dal concepimento e filtravo quello che mangiava mia madre facendo nodi al cordone ombelicale.

Se scopro che al bar mi hanno macchiato il caffè col latte vaccino sono capace di farmi venire una crisi epilettica e ovviamente denuncio il titolare per attentato ai miei diritti costituzionali.
S
e chi raccoglie la frutta e verdura che mangio è un immigrato trattato come una bestia non mi pongo il problema in quanto non trattasi di maltrattamenti di animali ma di umani.
D
a quando non mangio carne sono in pace con il mondo e in guerra solo con una percentuale maggioritaria di vegetariani, carnivori e onnivori!

ode al vegano tuberi

Un po’ in ritardo per proporre il menu di pesce della vigilia di Capodanno ma pranzi, cene e lunghe digestioni hanno occupato anche i primi giorni del 2014. Giorni, quelli di inizio anno, forieri di buoni propositi. Tra questi l’ormai classico “mi metto a dieta” che quest’anno non fa parte del mio elenco personale a causa del lieve dimagrimento che mi ha sorpreso a festività concluse: la “triste” realtà è che quest’anno si è cucinato più di quanto si è mangiato! Ci rifaremo l’anno prossimo.

Menu di pesce per la vigilia di Capodanno

Antipasto: insalata tiepida di gamberi e calamari con granita al mojito, pinzimonio di verdure e finto tzatziki

Paccheri all’astice

Branzino all’acqua pazza

Dolci: Mousse al cioccolato bianco, acqua di cioccolato speziata e sorbetto alla fragola

menu cenone capodanno da dicembre a gennaio insalata tiepida di mare con granita di mojito insalata tiepida di mare con granita di mojito paccheri all'astice mousse al cioccolato bianco e acqua di cioccolato mousse al cioccolato bianco acqua di cioccolato fondente tavola per menu cenone capodanno gennaio

Domenica 2 ottobre Casa Barilla tour 2011 arriva nel profondo sud, a Salerno: una giornata dedicata alla buona cucina con seminari, lezioni e degustazioni.
In più ci saranno quattro blogger salernitani a sfidarsi ai fornelli in piazza della Concordia. Anch’io, col mio solito scolapasta in testa a mo’ di capello da chef, farò parte della banda dei 4 blogger impegnati a inventare al momento una nuova ricetta.

Ci vediamo all’ora di pranzo!

Menu classico o rivisitato? A San Silvestro l’amletico interrogativo si ripropone, inquietante quasi come Gasparri a Porta a porta: che fo’ per il cenone?

crostini pomodoro

Dato che son cuoca, per vocazione e non per professione, mi tocca rispondere cercando di soddisfare l’appetito dell’allegra famigliola ed evitando le ire dei numi tutelari della tradizione partenopea (che, come insegna il Vesuvio, hanno un caratteraccio).

Il compromesso raggiunto per il cenone di quest’anno prevede:

– tris di crostini fiorentini (salsiccia e ricotta; pomodori; lardo di colonnata e rosmarino);

– risotto all’astice

– frittura di pesce
– baccalà
– insalata di rinforzo

– pandoro tostato e frutta esotica alla griglia
– struffoli

Buon appetito e buon anno!

Google non restituisce nessun risultato utile per questa ricetta che consideravo tipica. Sarà che i “fusilli cilentani con salsa di pomodoro e ricotta” sono un’invenzione di famiglia? Mah, ne dubito.

Quale che sia l’origine vi propongo la versione di nonna (agropolese doc), realizzata sotto la supervisione di mamma. Domenica la ricetta ha riscosso un tale successo che – a furor di popolo – abbiamo dovuto ripetere di lunedì.

fusilli cilentani

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Ho scoperto un metodo fantastico per fare il pane in casa. Il ‘pane senza impastare’ (no-knead bread) è un’invenzione del mitico Jim Lahey, simpatico panettiere di New York (addirittura!) e la ricetta rimbalza nella blogosfera culinaria da un paio d’anni, spesso con l’infelice traduzione di ‘pane senza impasto’.

pane senza impastare

L’unica cosa impegnativa è fissare gli appuntamenti dei prossimi 2 giorni in funzione della lievitazione. Per il resto il pane si fa da sè ed è più buono di quello che fa il mio panettiere (addirittura!).

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Ingredienti per 4 persone:

  • 2 zucchine, 1 cipolla, mezzo limone, parmigiano, prezzemolo, olio d’oliva, sale e pepe

Affettate la cipolla e fatela soffriggere in una pentola con poco olio, aggiungete le zucchine tagliate a julienne (cioè a ‘listarelle’, ma anche a cubetti non ci formalizziamo) coprite con un coperchio e cuocete a fuoco lento.

A cottura ultimata traferite il tutto in una terrina e unite il succo di limone, il prezzemolo, un cucchiao di olio d’oliva, sale e pepe e lasciate marinare.
Sbucciate il limone (veramente quest’operazione va fatta prima di spremerlo, altrimenti prendete un altro limone…) e tagliate a listarelle la parte gialla.

Cuocete e scolate la pasta. Fate soffriggere in una pentola le listarelle di limone con un po’ d’olio, aggiungetevi tutto quello che avevate messo a marinare nella terrina, quindi la pasta e scaglie di parmigiano. Mantecate (cioè girate tutto, ma come parlano ‘sti cuochi?!?) e servite.

Buon appetito.

Ps: le ricette riguardano la preparazione di salse per condire la pasta, più che ricette da gourmet (il francese imperversa in cucina…) sono ricette facili, economiche e veloci consigliate agli studenti fuori sede. Ma siccome sono pure buone le consiglio a tutti.
Quantità di pasta a scelta, da 60 grammi a persona a infinito.

Pasta zucchine, limone e parmigiano