Paella, tortilla e sangria. Di solito si ferma qui l’elenco delle specialità della cucina spagnola conosciute all’estero. Qualche fortunato ha assaggiato anche le tapas o il gazpacho, ovviamente in vacanza, d’estate, quasi sempre in Andalusia o giù di lì.

Non è mia intenzione celebrare la varietà delle pietanze dei cugini iberici e non basterebbe un trattato per descrivere la bontà del bacalao basco del nord, i colori dell’arroz della costa valenziana, cucinato in mille modi diversi (purtroppo è nota solo la variante ‘mista’, detta volgarmente paella), il cornetto col mitico jamòn serrano (prosciutto crudo) e i dolci delle feste.

Nemmeno voglio alimentare la solita guerra tra italiani, francesi, spagnoli (e potrei nominare qualsiasi paese mediterraneo) che si scatena ogni volta che si confrontano ricette autoctone e ghiottonerie straniere. D’altra parte a me piace tutto e cucino senza pomposo nazionalismo il brownie, i falafel, i fagioli alla messicana, il gulasch, il kebab, la polenta…

Non sono nemmeno sicura dell’origine delle bombas di patate. Perù? Messico? Però io le ho mangiate in Spagna. E, grazie alla memoria gustativa personale e a quella collettiva recuperata da ‘gogol’ – come dice il caro sdentato – vi propongo queste “bombe” di patate, che ricordano la migliore tradizione del cibo da strada dell’ex Regno delle Due Sicilie: arancini, crocchette, supplì e panzarotti.

Ricetta “bombas” di patate (per 6 persone)

Ingredienti: 600 gr di patate, 200 gr di carne tritata di manzo (oppure 100 gr di manzo e 100 gr di maiale), 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, peperoncino piccante, pan grattato, sale e pepe, olio evo.

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Della focaccia c’è la ricetta barese e quella genovese, nonché una versione toscana (che si chiama schiacciata) e probabilmente molte altre varianti più o meno (s)conosciute. Seguono liti e improperi su quale sia la ricetta originale, la regione che le diede i natali, la quantità e qualità degli ingredienti di base, etc… neanche fosse la pizza.

A proposito, per wikipedia la pizza sarebbe una specie di focaccia: ma va là, che ingenuità! Lo sanno pure le pietre che l’impasto della pizza è esclusivamente composto da farina, lievito e acqua. Se ci metti un cucchiaino di zucchero e/o olio e/o ingrediente segreto tramandato dalla nonna, mi dispiace per te, ma quella che stai impastando non è la pizza!

Più “prosaicamente”, stai preparando una focaccia. Quella, per intenderci, che faccio anch’io seguendo questa ricetta che non ha nessuna pretesa di essere autentica. Però è buona.

focaccia barese pomodorini origano

Ricetta focaccia barese pomodorini e origano

Impasto: 800 gr farina 00, 200 gr farina di semola, 3 patate medie, 1 cubetto di lievito di birra, un cucchiano di zucchero, sale, olio evo

Condimento: pomodorini, origano, sale grosso, olio

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Ingredienti per 6 persone:

  • 250 gr di cioccolato fondente, 250 gr di burro, 5 uova, 150 gr di zucchero, 100 gr di farina, 100 gr di mandorle, 1 bustina di vaniglina, sale

[Parentesi: contro la tristezza infinita che potrebbe invadere le vostre tavole presentando la classica colomba al termine del pranzo pasquale, approfittando dei lauti quantitativi di cioccolato fondente a disposizione e dell’antica arte del riciclaggio si consiglia la preparazione – e la degustazione – del mitico brownie americano].

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro (cioè mettete gli ingredienti in un pentolino dentro un altro pentolino pieno di acqua bollente) e lasciate intiepidire il composto dopo che si sarà completamente fuso.

In una ciotola sbattete le uova, lo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglina; quando vi siete annoiati aggiungete le mandorle tritate (non troppo tritate, anche a pezzettoni va bene, e vanno bene anche le nocciole o le noci se non vi piacciono le mandorle), il cioccolato e il burro – o il ‘cioccurro’ dato che ormai sono una cosa sola – e la farina. Girate un altro po’ e poi versate il tutto in una teglia imburrata (o foderata con la carta da forno, poi mi ringrazierete quando laverete la teglia…).

Infornate a 150° (il forno deve essere già caldo, accendetelo mentre state finendo di mescolare gli ingredienti) e fate cuocere per 20 minuti, 25 al massimo (dipende dall’anzianità del forno). Aspettate 5 minuti, sfornate, tagliate il brownie a quadrati (o a triangoli o a rombi ma è già più complicato) e mangiatelo – TUTTO – prima che si raffreddi.

Se non siete a dieta – ma anche se lo siete: tanto è Pasqua – accompagnate il brownie con una pallina di gelato (per me vaniglia e cioccolato: 2 palline, grazie) e un fiocco di panna montata. Se avete il cappello da chef dovete fare anche i ‘ghirigori’ sul piatto da portata con il cioccolato fuso, le scie con le scagliette di mandorle e i pistacchi e una scultura ottenuta lavorando del caramello fuso.

Buon appetito (e come direbbe Cetto La Qualunque: ntu*** alla colomba!).

brownie alle mandorle

Prima di dare la linea al TG5 (questo articolo è il seguito del precedente), sveliamo l‘autore della ricetta medica che tratta l’Erasmus come un farmaco dalle poderose proprietà curative: la ‘dottoressa’ Elvira Dominguez.E chi è? E’ una giovane spagnola spedita a fare l’Erasmus in Francia che rispondeva nel 2004 all’appello de El Pais rivolto ai lettori per celebrare lo ‘Spirito Erasmus’ in occasione della consegna del premio Principe delle Asturie proprio al progetto Erasmus.

La giornalista autrice dell’inchiesta, Lola Huete Machado, dichiara di aver ricevuto più di 1000 lettere da Erasmus ed ex Erasmus spagnoli (all’epoca erano 170000 gli studenti che avevano partecipato al progetto dal 1987) e riesce a pubblicare sul seguitissimo supplemento della domenica a El Pais, El Pais Semanal, solo alcune missive: quella di Elvira è la seconda.

L’articolo è in spagnolo però merece la pena. Quando leggeremo qualcosa del genere in italiano?

++ El espiritu Erasmus (di Lola Huete Machado, El Pais Semanal, 17/10/2004) ++
++ El espiritu Erasmus (lo mismo pero en pdf) ++

Ingredienti per 8 persone:

  • 1 astice (o aragosta), 2 carote, 2 gambi di sedano, 2 spicchi d’aglio, 4 pomodori pelati, 1 mazzetto di erbe aromatiche (prezzemolo, rosmarino, timo, menta, basilico, alloro…), mezzo bicchiere di brandy, 2 bicchieri di vino biano, olio d’oliva, burro, sale e pepe

Prendete l’astice (ma se avete un’aragosta a portata di mano è lo stesso, anche una cospicua quantità di scampi potrebbero andar bene), assicuratevi che abbia smesso di vivere (ahimè!), se non siete sicuri al 100% legate le chele e gettatelo in una pentola piena di acqua bollente. Fate cuocere per qualche minuto, per sicurezza coprite la pentola con un coperchio.

Aspettate che l’astice si raffreddi, poi togliete la polpa dal carapace (che sarebbe il ‘guscio’), staccate la testa e le chele.
Una volta portata a termine la carneficina (o sarà ‘pescificina’, se non proprio ‘crostaceificina’…) fate a pezzi la polpa (mi rendo conto che questa ricetta è molto violenta, la sconsigliamo ai minori di 18 anni) e fatela rosolare in poco olio e burro. Aggiungete il brandy e date la fiamma (questo è severamente vietato ai minori di 18 anni). Spegnete l’incendio, togliete la polpa dalla pentola e tenetela da parte.

Tritate finemente le carote, il sedano e l’aglio, mettete il tutto nella pentola aggiungendo i pelati, le erbe aromatiche (anche queste tritate, lo so, è un massacro d’ingredienti…), il vino, il sale e il pepe e fate cuocere per una ventina di minuti.
Aggiungete la polpa dell’astice e terminate la cottura dopo 5 minuti.

Cuocete e scolate la pasta (spaghetti o validi sostituti), condite con il ‘ragù’ di verdure e aggiungete i pezzi dell’astice rimasti su ogni piatto, a mo’ di scalpo.

Buon appetito.

Ps: le ricette riguardano la preparazione di salse per condire la pasta, più che ricette da gourmet (il francese imperversa in cucina…) sono ricette facili, economiche e veloci consigliate agli studenti fuori sede. Ma siccome sono pure buone le consiglio a tutti.
Quantità di pasta a scelta, da 60 grammi a persona a infinito.

pasta astice e verdure

Ingredienti per 4 persone:

  • 12 scampi, 1 spicchio d’aglio, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 5 pomodorini, 1 peperoncino piccante, mezzo bicchiere di vino bianco, prezzemolo, olio d’oliva, sale e pepe

[Parentesi: avete appena vinto alla lotteria, superato brillantemente un esame, iniziato a godervi una meritata pensione, conosciuto l’uomo della vostra vita? Dovete festeggiare? Beccatevi ‘sta ricetta che farebbe invidia a qualsiasi francese].

Fate friggere in una pentola con un cucchiaio d’olio l’aglio e il peperoncino. Aggiungete gli scampi (possibilmente freschi anche perchè costano un botto pure quelli surgelati e poi stiamo festeggiando, no?) il vino e fate cuocere a fuoco ‘vivace’ (cioè col gas a manetta) per far evaporare l’alcol.

Dopo qualche minuto unite la salsa di pomodoro, regolate di sale e pepe e fate restringere il sughetto.

Cuocete e scolate la pasta. Versatela nella salsa con i pomodorini tagliati a metà e il prezzemolo tritato. Mantecate (cioè girate tutto senza pensare a quanto avete speso per comprare gli ingredienti) e servite.

Buon appetito.

Ps: le ricette riguardano la preparazione di salse per condire la pasta, più che ricette da gourmet (il francese imperversa in cucina…) sono ricette facili, economiche e veloci consigliate agli studenti fuori sede. Ma siccome sono pure buone le consiglio a tutti.
Quantità di pasta a scelta, da 60 grammi a persona a infinito.

Pasta scampi e pomodorini