insalata di orzo pomodori secchi e pistacchi

Come si prepara un’insalata sana e gustosa? Me lo chiede #sorella4saltiinpadella, stupita dal fatto che anche le insalate possano essere buone. Basta seguire qualche semplice regola.

Prima, però, breve presentazione di Sorella 4 Salti In Padella, detta #sorella4saltiinpadella. #sorella4saltiinpadella ha la fortuna di nascere, primogenita, in una famiglia ossessionata dal cibo (composta da #mammabionica, #papaguidamichelin, #fratellocuoco e #iosenzahashtag) e la sventura di non aver ereditato il gene culinario, ammesso che esista. Ha però una bella mente matematica sicché è perfettamente in grado di riprodurre piatti complicati qualora riceva istruzioni logiche e dettagliate. Ha una cucina dotata di lavastoviglie supersonica, di qualsiasi elettrodomestico abbiano inventato e di servizi di piatti bastevoli a un esercito: tre caratteristiche che ne causano la frequente invasione da parte del resto della famiglia, con le scuse più pretestuose. Quando è da sola si mette ai fornelli e, nonostante il soprannome – o nickname come dicono i nativi digitali – aborre surgelati e piatti pronti. Di solito se la cava chiedendo al volo una ricetta a uno a caso dei componenti della famiglia.

L’ultimo SOS indirizzato a me aveva per oggetto: come posso fare un’insalata buona? Ma che sia facile e veloce, mi raccomando!

Cinque regole da seguire per fare un’insalata buona e gustosa

#sorella4saltiinpadella: “Sister, devo preparare qualcosa per il compleanno di mio marito. Tipo un’insalata, che ci posso mettere?”

#iosenzahashtag: “Direi tutto a parte l’insalata verde. A me l’insalata nuda e cruda mette tristezza, è come il riso in bianco all’ospedale…”

#sorella4saltiinpadella: “E allora come faccio?”

#iosenzahashtag: “Ti do una ricetta da cui puoi estrapolare 5 regole base per preparare insalate a volontà per compleanni, cresime e feste comandate. Sei pronta?”

Regola numero uno: usa un cereale, per esempio l’orzo

Non devi seguire le mode del momento (qualcuno ti ha detto “quinoa”??? Ignoralo!), basta ricordarsi cosa mangiavano i nonni: avena, miglio, farro, orzo, grano, mais… Scegli le versioni integrali, se #fratellocuoco ti becca con l’orzo perlato o decorticato si fa venire una crisi epilettica. Quindi prendi l’orzo integrale, mettilo a mollo una notte e la mattina dopo lo fai cuocere ad assorbimento (devi mettere una quantità d’acqua che poi si assorbe tutta). Non devi scolare nè sciacquare, altrimenti ci perdiamo tutte le proprietà nutritive. E l’orzo lo teniamo da parte.

Regola numero due: scegli verdure o ortaggi di stagione

Ora che abbiamo la base dobbiamo pensare al condimento. Useremo verdure o ortaggi di stagione, anche poco “saporiti” perché un po’ di carattere in più lo inseriamo con la prossima regola. Siccome tuo marito è nato lo stesso giorno di Berlusconi (29 settembre), possiamo ancora usare le zucchine. Fosse nato lo stesso giorno di Winston Churchill (30 novembre) avremmo preso la zucca. Tant’è.

Con il tempo e un accorto uso del metodo scientifico – quello che procede per prove ed errori – impareremo come fare gli abbinamenti giusti, accostando una o più verdure ad altri ingredienti più o meno nobili come il pesce, i latticini, i salumi… Per il momento abbiamo optato per le zucchine e possiamo passare alla cottura: anche qui, meno si cuoce meglio è per salvaguardare sapore e benefici nutrizionali, #fratellocuoco docet. Quindi grigliamo, al forno oppure in padella ma senza olio e solo per pochi minuti. E anche le zucchine sono pronte.

Regola numero tre: aggiungi sapidità o un tocco di “umami”

Dalla cucina giapponese (sempre sia lodata) abbiamo imparato come usare sapori forti, per esempio le alghe, la soia, alcuni tipi di funghi per arricchire portate più “neutre” come riso e verdure. Ma anche la cucina italiana abbonda di ingredienti che danno un bel sapore caratteristico a tutto ciò che toccano: pomodori secchi, alici, bottarga, tonno, alcuni tipi di formaggi e salumi. Piccole quantità di uno di questi ingredienti e avremo un’insalata saporita e gustosa. Qui mettiamo un po’ di pomodori secchi. Li puoi chiedere a #mammabionica, ha già preparato “tot barattoli cada figlio”.

Regola numero quattro: fai prevenzione a tavola, ovvero frutta secca a volontà

Lo dice anche Veronesi, mi pare, e in ogni caso Ciro Vestita che è un medico molto più simpatico: una manciata di frutta secca al giorno fa bene alla salute. Noci, mandorle, nocciole, pistacchi; anche qui è gradita meno esterofilia, quindi lascia perdere le noci di Macadamia, soprattutto se non sai dov’è Macadamia – che poi wikipedia dice addirittura che non è un posto ma una persona, quindi se non conosci mister John MacAdam lascia stare. Nel nostro caso, scegliamo i pistacchi.

Regola numero cinque: varia le erbe aromatiche, per cambiare il gusto a tuo piacimento

Qualcuno ti dirà sempre e solo: “prezzemolo”. Diciamolo subito che il prezzemolo si merita tutta la cattiva fama che ha, magari non proprio tutta, tutta, però… Il prezzemolino non sta bene con qualsiasi cosa, non è una scarpa col tacco, perbacco! In natura esistono centinaia di erbe aromatiche, non capisco tutto questo accanimento. Anche se non hai il giardino, ma tu puoi usare quello di #mammabionica, devi avere almeno 5 piantine a casa, sul balcone, sul davanzale della finestra, in bagno, dove ti pare. Io al momento scelgo: basilico, rosmarino, salvia, menta e origano. Alcune sono stagionali e vanno rinnovate di anno in anno, altre sono più resistenti e sono belle da vedere soprattutto in inverno quando tutto diventa grigrio mentre le piantine rimangono belle verdi. Nella nostra insalata ci mettiamo un bel po’ di menta.

Insalata d’orzo, zucchine, pomodori secchi e pistacchi

Ed ora che abbiamo tutti gli ingredienti possiamo preparare la nostra insalata: all’orzo ormai tiepido uniamo le zucchine grigliate, i pomodori secchi tagliati a pezzi non troppo piccoli, i pistacchi sgusciati e sminuzzati e la menta spezzettata a mano (se #fratellocuoco ti becca a tagliuzzare le erbe aromatiche con il coltello partirà con il classico sproloquio sull’ossidazione causata dal vil metallo e blablabla). Olio extravergine d’oliva, ma questo lo diamo come dato ormai acquisito, una bella mescolata e una ventina di minuti di riposo per far sì che i sapori si fondano un po’. Buon appetito e ci sentiamo per il prossimo genetliaco.

 

Un po’ in ritardo per proporre il menu di pesce della vigilia di Capodanno ma pranzi, cene e lunghe digestioni hanno occupato anche i primi giorni del 2014. Giorni, quelli di inizio anno, forieri di buoni propositi. Tra questi l’ormai classico “mi metto a dieta” che quest’anno non fa parte del mio elenco personale a causa del lieve dimagrimento che mi ha sorpreso a festività concluse: la “triste” realtà è che quest’anno si è cucinato più di quanto si è mangiato! Ci rifaremo l’anno prossimo.

Menu di pesce per la vigilia di Capodanno

Antipasto: insalata tiepida di gamberi e calamari con granita al mojito, pinzimonio di verdure e finto tzatziki

Paccheri all’astice

Branzino all’acqua pazza

Dolci: Mousse al cioccolato bianco, acqua di cioccolato speziata e sorbetto alla fragola

menu cenone capodanno da dicembre a gennaio insalata tiepida di mare con granita di mojito insalata tiepida di mare con granita di mojito paccheri all'astice mousse al cioccolato bianco e acqua di cioccolato mousse al cioccolato bianco acqua di cioccolato fondente tavola per menu cenone capodanno gennaio

Nel menu’ di quest’anno per la Vigilia e per Natale c’è lo zampino (o zampone, considerando il periodo) del fratellino fresco di studi in una cucina a tre stelle Michelin. Dopo aver sperimentato a Spazio, il ristorante – laboratorio palestra dei giovani chef allievi della scuola di Niko Romito, a casa si continuano a provare piatti, a innovare ricette della tradizione e ad allungare tavoli per accogliere il sempre più consistente numero di commensali (a Natale eravamo in diciassette!). Questo il menu della Vigilia, ovviamente il mio preferito considerato che ormai sono quasi vegetariana.

Menu di pesce e vegetariano per la Vigilia

Antipasti: Sandwich spinaci pistacchi e miele di carota, hamburger gamberi e arancio, finocchi al lampone e cavolo verza carpionato.

Primo piatto: Spaghetti e vongole alla lavanda.

Secondo piatto: Crema di baccalà e insalata di rinforzo.

Dolce: Crema finocchietto e mandarino con sfoglia al cioccolato fondente.

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A Natale, invece, ci siamo affidati al babbo per stilare il menu che, dato l’alto numero di portate, ha richiesto la partecipazione della famiglia al gran completo per preparate tutti i piatti. La sottoscritta, auto-nominatasi aiutante cuoca e fotografa ufficiale del lauto pasto, arrivata ai formaggi, ha svestito i panni di entrambe le professioni per godersi il gran finale da semplice buongustaia.

Menu quasi classico per Natale

Antipasti: mozzarella di Vannulo, affettati, pizza di scarola, broccoli gratinati, parmigiana di melanzane.

Primi piatti: ravioli ripieni con coscia d’agnello e ravioli ripieni di carciofi e limone con burro e salvia.

Secondi: arista di maiale con patate “arrecanate”, formaggi stagionati e freschi di bufala con miele, marmellata di fichi bianchi, olio al pistacchio, olio al peperoncino e insalata mista.

Dolci: panettone artigianale con gelato, panna e salsa calda di cioccolato; mustaccioli e rococò.

menu natale ravioli menu natale arista menu natale pizza scarole menu natale broccoli

A grande richiesta la ricetta della “pasta alla Carmen”, che mi ha fatto vincere la prima tappa del tour Casa Barilla 2011, domenica 2 ottobre a Salerno.

Rientrata all’Elba dopo la solita lunga e tortuosa traversata per terra e per mare, rigenerata da un tonificante bagno nelle cristalline – seppur freddine – acque dell’isola, svelo la ricetta, inventata al momento in base agli ingredienti messi a disposizione dagli chef dell’Academia Barilla, ispirata dalla cuginetta di 18 mesi tutta intenta a esplorare lo stand della Barilla – soprattutto l’area dedicata ai Piccolini – mentre noi impavidi blogger ci sfidavamo a colpi di basilico e pasta. Ne approfitto per salutare i “colleghi” di blog Claudia, Fabio e Anna Luisa.

Ecco la ricetta:

Pasta alla Carmen

Ingredienti: scalogno, olive, pomodorini, pancetta, pecorino, basilico, peperoncino, tortiglioni.

Cuocere con poco olio la pancetta a fettine finché diventa croccante. Tenerla da parte. Friggere nell’olio della pancetta lo scalogno, aggiungere le olive e dopo qualche minuto i pomodorini. Regolare di sale e pepe. In un’altra padella cuocere il pecorino grattugiato fino a formare delle scaglie croccanti.

Scolare la pasta al dente, far saltare con il sugo e servire guarnendo la pasta con la pancetta croccante, il formaggio, basilico e peperoncino.

Ringrazio tutto lo staff Barilla: gli chef che mi hanno amorevolmente assistito controllando fuochi e tempi di cottura –“Fiore’ che la scoliamo la pasta?”, il fotografo, il presentatore, le ragazze dell’ufficio stampa e tutto il personale che ha lavorato domenica per regalare ai salernitani una giornata di festa, all’insegna della buona cucina e nonostante i 40 gradi all’ombra!

E, mi raccomando, ci vediamo a Roma per la finale!

casa barilla salerno pasta alla carmen

Domenica 2 ottobre Casa Barilla tour 2011 arriva nel profondo sud, a Salerno: una giornata dedicata alla buona cucina con seminari, lezioni e degustazioni.
In più ci saranno quattro blogger salernitani a sfidarsi ai fornelli in piazza della Concordia. Anch’io, col mio solito scolapasta in testa a mo’ di capello da chef, farò parte della banda dei 4 blogger impegnati a inventare al momento una nuova ricetta.

Ci vediamo all’ora di pranzo!

Nelle macine ci deve essere un ingrediente misterioso, un componente segreto che crea dipendenza e assuefazione. “Drogata” ormai da anni, e senza alcuna intenzione di disintossicarmi, ho provato a preparare questi biscotti con la panna che affondano paciosi nel latte senza perdere la loro invidiabile rotondità.

biscotti macine

Ricetta biscotti con la panna (macine)

Ingredienti: 500 gr di farina 00; 150 gr di zucchero a velo; 200 gr di burro; 1 uovo; 8 cucchiai di panna; una bustina di vanillina; una bustina di lievito; un pizzico di sale Continue reading “Per colazione? Cappuccino e macine fatte in casa”

Diciamocelo, l’orata non è il pesce più saporito del mondo. Sopratutto se proviene da un tristissimo allevamento e non è cresciuta – beata lei – in mare aperto. Ci tocca, dunque, rimpinzarla dei più svariati ingredienti, per darle un po’ di allegria e sapore.

Stanca delle versioni classiche – limone e prezzemolo; all’acqua pazza; con le verdure – ho improvvisato questa ricetta piuttosto invernale.

orata all'arancia

Ricetta orata all’arancia

Ingredienti: un’orata, un’arancia, un finocchio, un peperone giallo, timo, olio evo, vino bianco, sale grosso, pepe. Continue reading “Orata all’arancia su letto di finocchi e peperoni”

Menu classico o rivisitato? A San Silvestro l’amletico interrogativo si ripropone, inquietante quasi come Gasparri a Porta a porta: che fo’ per il cenone?

crostini pomodoro

Dato che son cuoca, per vocazione e non per professione, mi tocca rispondere cercando di soddisfare l’appetito dell’allegra famigliola ed evitando le ire dei numi tutelari della tradizione partenopea (che, come insegna il Vesuvio, hanno un caratteraccio).

Il compromesso raggiunto per il cenone di quest’anno prevede:

– tris di crostini fiorentini (salsiccia e ricotta; pomodori; lardo di colonnata e rosmarino);

– risotto all’astice

– frittura di pesce
– baccalà
– insalata di rinforzo

– pandoro tostato e frutta esotica alla griglia
– struffoli

Buon appetito e buon anno!

Google non restituisce nessun risultato utile per questa ricetta che consideravo tipica. Sarà che i “fusilli cilentani con salsa di pomodoro e ricotta” sono un’invenzione di famiglia? Mah, ne dubito.

Quale che sia l’origine vi propongo la versione di nonna (agropolese doc), realizzata sotto la supervisione di mamma. Domenica la ricetta ha riscosso un tale successo che – a furor di popolo – abbiamo dovuto ripetere di lunedì.

fusilli cilentani

Continue reading “Fusilli cilentani con salsa di pomodoro e ricotta”

Ho scoperto un metodo fantastico per fare il pane in casa. Il ‘pane senza impastare’ (no-knead bread) è un’invenzione del mitico Jim Lahey, simpatico panettiere di New York (addirittura!) e la ricetta rimbalza nella blogosfera culinaria da un paio d’anni, spesso con l’infelice traduzione di ‘pane senza impasto’.

pane senza impastare

L’unica cosa impegnativa è fissare gli appuntamenti dei prossimi 2 giorni in funzione della lievitazione. Per il resto il pane si fa da sè ed è più buono di quello che fa il mio panettiere (addirittura!).

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